L’abilità di parlare più lingue può aiutare le persone a raggiungere il successo personale e professionale. Tuttavia, su alcuni aspetti di questo tema c’è ancora confusione. Ad esempio, spesso si pensa erroneamente, che il bilinguismo causi disturbi del linguaggio. Vediamo insieme perché questo ed altri miti non corrispondono alla realtà.

Miti e luoghi comuni sul bilinguismo infantile

Di bilinguismo si parla tanto ma spesso ciò che circola su questo argomento è frutto di pregiudizi sbagliati. Per questo motivo vorrei fare chiarezza sui 10 miti più diffusi. Un primo esempio di luogo comune da sfatare? Al contrario di quello che si crede, i bilingui spesso non hanno un accento da madrelingua e non sono così rari come si potrebbe pensare.

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Mito 1 – I bilingui possiedono uguali conoscenze di entrambe le lingue

La maggior parte delle persone bilingui non conosce le due lingue allo stesso modo.
Di solito la lingua che viene usata per motivi sociali, scolastici o lavorativi è dominante rispetto all’altra. Ad esempio, conosco dei bambini americani con un genitore italiano che, pur essendo bilingui, non riescono a scrivere bene nella nostra lingua o fanno degli errori mentre la parlano. In questo caso, il fatto che abbiano vissuto e studiato negli Stati Uniti ha fatto sì che acquisissero meglio l’inglese rispetto all’italiano.

Mito 2 – I bambini si confondono quando intorno a loro si parlano più lingue

Alcuni genitori rinunciano al bilinguismo per paura che i propri figli confondano una lingua con l’altra. In realtà, gli studiosi Maneva e Genesee hanno dimostrato che i bambini bilingui riescono a passare da una lingua all’altra subito dopo che l’interlocutore dice loro che non sta capendo. Se un bambino inserisce delle parole della seconda lingua mentre si esprime nella prima, si tratta semplicemente di code-switching, una contaminazione temporanea tipica del bilinguismo infantile e totalmente innocua!

Mito 3 – Solo i neonati possono diventare bilingui

Non è esatto, anche se si dice spesso che le persone diventano bilingui solo quando acquisiscono due lingue fin dalla nascita. In realtà, i bambini possono imparare la seconda lingua a un livello bilingue anche in età più avanzata e dopo aver già assimilato la loro lingua madre. I risultati ottenuti con questo metodo, noto come “bilinguismo consecutivo”, sono pressoché identici al primo, che è invece conosciuto come “bilinguismo istantaneo”.

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Mito 4 – Se un genitore non sa bene una lingua non deve parlarla con i figli

Non bisogna essere per forza madrelingua per insegnare una lingua ai propri figli.
Con l’approccio giusto, un genitore può parlare con i propri bambini nella lingua straniera, anche se ne ha un basso livello di conoscenza. Il fatto che la mamma e il papà partecipino al percorso di bilinguismo del bambino è fondamentale. Creare un ambiente familiare multilingue lo incoraggerà a esprimersi nella seconda lingua più spesso nella vita quotidiana, il che a sua volta ne faciliterà l’apprendimento.

Mito 5 – I bambini fanno fatica ad esprimersi in un’altra lingua

Il fatto che un bambino riscontri delle difficoltà mentre inizia ad imparare una seconda lingua fa parte del normale processo di apprendimento. Il bambino ha semplicemente bisogno di tempo e di una pratica adeguata per poter immagazzinare ed elaborare tutte le informazioni che assorbe. Non esiste una tempistica giusta o sbagliata, ogni bimbo ha la sua, per questo è importante distinuere la reale difficoltà del bimbo dal pregiudizio verso il bilinguismo.

Mito 6 – Un bambino bilingue deve avere l’accento di un madrelingua

Falso. La competenza di una lingua non si misura dall’accento della persona che lo parla.
Lo sviluppo di una pronuncia da madrelingua dipende da molti fattori, come l’età di esposizione e l’ambiente in cui il bambino interagisce con la lingua. Per cui, il tuo bambino bilingue potrebbe non assumere automaticamente un accento madrelingua.

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Mito 7 – I bambini bilingui sono bravi a tradurre

No. Spesso si dà per scontato che un bambino bilingue riesca a tradurre perfettamente un testo da una lingua all’altra. In realtà, non bisogna stupirsi se avviene il contrario. I bambini imparano le due lingue come due sistemi differenti che non hanno una relazione. È un po’ come se esse viaggiassero su due binari paralleli e indipendenti l’uno dall’altro. Per questo il dover fare una traduzione richiede per loro lo stesso impegno necessario ai bambini non bilingui.

Mito 8 – Il bilinguismo è poco diffuso

Molti credono che il bilinguismo sia raro. Si tratta però, di un pensiero sbagliato, legato al luogo comune che un bambino bilingue sia sempre figlio di una famiglia multiculturale. In realtà, al giorno d’oggi, circa metà della popolazione mondiale è considerata bilingue. Ed è importante considerare che in questa stima sono incluse molte famiglie dove non c’è nessun genitore madrelingua.

Mito 9 – Il bilinguismo danneggia il cervello

Sbagliato! Il fatto che qualcuno possa ritenere l’apprendimento di due o più lingue fautore di disturbi cognitivi mi fa rabbrividire perché le ricerche dicono esattamente il contrario! Partiamo dal presupposto che, secondo uno studio di alcuni scienziati svedesi, il cervello aumenta di dimensioni quando si impara una seconda lingua. Il bilinguismo migliora numerose funzioni cognitive, come la memoria, la concentrazione e la flessibilità mentale. Inoltre, gli studi hanno dimostrato che i bilingui sono più bravi a passare da un compito all’altro e sono più creativi rispetto ai monolingui.

Mito 10 – I bambini bilingui sviluppano disturbi del linguaggio

I disturbi del linguaggio, come la dislessia, possono verificarsi sia nei bambini monolingui che in quelli bilingui allo stesso modo. È stato infatti dimostrato che il bilinguismo non ne aumenta il rischio. Lo stesso vale per il ritardo del linguaggio: i bambini bilingui giungono alle principali tappe di sviluppo linguistico negli stessi tempi dei bambini monolingui.

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Se vuoi approfondire questo tema, puoi leggere l’articolo che ho già scritto su come crescere bambini bilingue senza conoscere le lingue.

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