È possibile far dormire tutta la notte i nostri bambini nel loro letto, già a partire dai sei mesi? La risposta è sì e in questa intervista alla dottoressa Sara Sainaghi, specialista del sonno dei bambini, del Policentro Pediatrico di Milano ti diamo anche qualche consiglio pratico per riuscire a farlo facilmente.

A partire dai sei mesi un bambino è in grado di dormire tutta la notte.

Potenzialmente i bambini, già dopo il primo semestre di vita, sono in grado di dormire dalle 10 alle 13 ore a notte. Questa è un’ottima notizia, ma come possiamofare in modo che accada?
Ecco i punti principali da tenere sotto controllo.

Attenzione all’alimentazione notturna!

La dottoressa mi ha spiegato che se vogliamo che il nostro bimbo impari a dormire da solo tutta la notte, la prima cosa da fare è abituarlo a non mangiare più di notte.
La dottoressa Sainaghi, infatti, ci spiega che se il bambino è in salute, cresce regolarmente e fa cinque pasti al giorno, comprese le merende di metà mattina e metà pomeriggio, non ha più bisogno di alimentarsi anche durante le ore del sonno.
Questo è sicuramente un primo passo importante perché nostro figlio cominci a dormire tutta la notte. Indipendentemente dalla nostra scelta di allattarlo al seno o artificialmente, saltare il pasto notturno è sempre possibile. Attaccarlo o meno di notte è una scelta che dipende esclusivamente da noi; ma teniamo bene presente che il pasto notturno non aiuta di certo il nostro bambino a dormire tutta la notte serenamente.

Facciamoli addormentare dove poi dovranno dormire tutta la notte.

La specialista del Policentro Pediatrico ci spiega che già dal quarto mese i nostri bambini hanno un ciclo del sonno come il nostro di adulti. Ciò significa che hanno alcune fasi, durante la notte, in cui non si trovano in uno stato di sonno profondo, ma attraversano, ogni tre o quattro ore circa, anche fasi di “semiveglia”.
Rispetto a noi adulti, però, questa fase in un bambino piccolo è davvero molto delicata. Infatti in questi momenti di sonno più leggero, se il bambino non si rende conto di dove si trova e non riconosce l’ambiente in cui si è addormentato, potrebbe spaventarsi e risvegliarsi del tutto.
Ad esempio, se addormentiamo il nostro bambino in braccio e poi lo spostiamo nel suo lettino, quando sarà in una fase di sonno leggero non riconoscerà più le condizioni e l’ambiente in cui si era addormentato e tenderà a svegliarsi più facilmente.

Una routine per farli addormentare li aiuta a dormire tutta la notte.

Più la routine di addormentamento si ripete sempre uguale, meglio è. La dottoressa Sainaghi ci spiega come accompagnare il nostro bambino verso il sonno in modo tranquillo e con delle attività sempre uguali, lo aiuti a prendere confidenza col momento della nanna e a dormire meglio e più sereno.
Basta anche solo mezz’ora in cui i genitori, meglio se entrambi, si dedicano al loro bambino, giocano con lui, lo coccolano. Non dovranno sicuramente pretendere che in questa mezz’ora lui non si muova e rimanga fermo: è inconcepibile quando hanno un’anno o poco più. Ma mamma e papà lo potranno guidare a “rallentare i ritmi. Dopo questo momento di routine condiviso, i genitori devono creare un segnale convenzionale, che sia una frase, un bacio, una canzoncina, perché lui sappia che dopo questo è arrivato il momento di fare la nanna. Una volta che il bambino è sereno e non piange i genitori potranno uscire dalla stanza perché lui si addormenti da solo.
Ogni bambino, alle diverse età, ha tempi differenti di addormentamento quindi è normale che si muova nel letto. È importante che trovi i suoi ritmi e che impari a fare tutto questo da solo, senza proteste e senza pianti.

Insegniamo ai nostri bambini ad addormentarsi da soli.

Questo significa che già dai sei mesi, possiamo far sì che i nostri figli si addormentino secondo i loro tempi, da soli e senza tenergli la manina, senza che ci tocchino i capelli, senza dar loro il latte e senza cantare loro ninnananne fino allo sfinimento.
Come ci spiega la dottoressa Saingahi, se non abituiamo i nostri bambini ad addormentarsi da soli, nel momento in cui ci sarà la fase di semiveglia, vorranno riprodurre le condizioni dell’addormentamento e cercheranno il genitore che era con loro quando si sono addormentati.

Parlando con la dottoressa del Policentro Pediatrico mi sono resa conto che a volte noi genitori tendiamo a scambiare i risvegli notturni dei nostri figli per problemi del sonno. Invece, sono semplicemente la conseguenza del fatto che non sono abituati ad addormentarsi da soli.

In pratica, quindi, come possiamo aiutarli ad addormentarsi da soli?

L’importante, ci spiega la dottoressa, è stabilire la routine pre-nanna. Il bambino deve capire chiaramente che la giornata è volta al termine ed è il momento di dormire. Quindi bisogna fare sempre le stesse cose, nello stesso ordine, finché arriva il segnale che indica il momento in cui si deve spegnere la luce e cominciare a dormire. Una volta che si è sicuri che il bambino sia sereno e tranquillo, la mamma, o il papà, o entrambi, escono dalla cameretta e lasciano che il piccolo trovi i suoi tempi per iniziare a dormire.
Può capitare, però, che il sonno non arrivi subito, che il piccolo si scoraggi e cominci a protestare. Allora il genitore può rientrare nella stanza per tranquillizzarlo, magari anche prendendolo in braccio. Possiamo ripetere più volte questo “avanti e indietro”, per consolarlo e farlo di nuovo rilassare, ma senza ripetere i rituali del pre nanna. Quindi niente più canzoncine e coccole, ma solo segnali che lo possano tranquillizzare. Questo serve a ribadire il messaggio che non c’è nulla di cui aver paura, perché in caso di necessità noi siamo lì vicino pronti ad intervenire.

Questi consigli pratici della dottoressa Sara Sainaghi mi hanno fatto capire che, lasciare che mio figlio si addormenti da solo, non sarebbe per lui un trauma, come potrebbe sembrare. Infatti se il bambino piange, noi non lo lasceremo solo, ma lo consoleremo e lo rassicureremo finché non sarà tranquillo. Perché solo così potremo insegnargli a gestire il momento dell’addormentamento e il sonno in autonomia e con serenità. Sicuramente una bella notizia per tutti quei genitori che hanno bisogno di riconquistare ore di sonno mancate.

Raccontaci nei commenti le tue esperienze con il sonno dei tuoi bambini. Sarà utile confrontarsi e, se hai dubbi, contatta la dottoressa Sainaghi presso il Policentro Pediatrico, senza dimenticarti di dirle la “parolina magica” ☀️ #allegralu

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Post realizzato in collaborazione con il Policentro Pediatrico

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