Perché ci conviene mettere in regola la baby sitter? Vediamo insieme i vantaggi, ma anche i rischi che corriamo se la nostra tata non ha un contratto.

Mi è infatti capitato di leggere online una discussione tra mamme che riguardava appunto il fatto di fare o meno un’assunzione in regola alla propria baby sitter. Così sono corsa a consultare l’avvocato Bortolotti per saperne di più. In particolare gli ho chiesto come fare per mettere in regola la tata e quali sono le tutele che un contratto garantisce a entrambe le parti. Inoltre gli ho anche chiesto quali possono essere i rischi che noi genitori corriamo, nel momento in cui la nostra baby sitter non è in regola.

Cosa fare per mettere in regola la baby sitter.

Una volta che abbiamo trovato la persona che fa al caso nostro e abbiamo concordato con lei quali sono le nostre richieste, possiamo mandarle una lettera di assunzione. In questa lettera dovremo inserire tutti i dettagli che abbiamo concordato a voce. A questo punto siamo pronti per stipulare un contratto.
A questo proposito mi sono fatta dare dall’avvocato Bortolotti un fac-simile che potrete scaricare e compilare con i vostri dati.
Naturalmente sarebbe sempre meglio avvalersi di una consulenza professionale di un commercialista o di un avvocato, per non rischiare di sbagliare.
Una volta che abbiamo redatto il contratto e che ce lo siamo fatti controllare da un professionista, possiamo mandare tutto all’INPS. Dopo 24 ore la nostra tata potrà iniziare a lavorare.
Ricordiamoci che dovremo fare riferimento al contratto collettivo nazionale per i lavori domestici e che, sia la lettera di assunzione che il contratto vero e proprio, dovranno riportare tutti i dati delle persone coinvolte, tempi e modi di esecuzione del lavoro, ferie, retribuzioni e tutto quello che riteniamo opportuno precisare.

Nel contratto di assunzione è utile essere molto dettagliati nella descrizione delle mansioni.

L’avvocato Bortolotti ci ricorda che dovremo preparare un contratto fatto su misura per la nostra situazione e pensare a quali sono le caratteristiche della lavoratrice, come competenza e anni di esperienza, ma anche alle nostre esigenze. Dovremo specificare se lavorerà a tempo determinato o indeterminato, part-time oppure tutto il giorno, e per quanti giorni alla settimana. Potremo anche entrare nel dettaglio della giornata specificando se vogliamo che la tata si occupi anche di preparare e vestire il nostro bambino o meno, se gli dovrà dare da mangiare e così via. Più specifici siamo, meno ci saranno incomprensioni.

Chiariamo bene le responsabilità della tata.

Se sappiamo definire esattamente quali saranno i compiti della baby sitter, riusciremo anche a determinare meglio le sue responsabilità. Già con un regolare contratto di base la tata è responsabile della cura e della pulizia del nostro bambino, della sua alimentazione e dei suoi momenti di gioco, ci spiega bene l’avvocato Bortolotti. La sicurezza di nostro figlio, quindi, è comunque tutelata, ma ogni ulteriore dettaglio, ogni nostra esigenza specifica, sarà sempre meglio che sia chiaramente descritta anche nel contratto.

Mettendo in regola la baby sitter ci tuteliamo.

Infatti, se una tata con regolare contratto dovesse venire meno a quelle che sono le sue mansioni, non ci potremo rivalere su di lei per qualsiasi danno ci possa avere causato o possa aver causato a nostro figlio. Sia in sede civile, ma, se fosse necessario, anche in sede penale. L’avvocato Bortolotti ci conferma, però, che ci possiamo rivalere anche una baby sitter “in nero” in caso di danni subiti da nostro figlio. Dobbiamo però renderci conto che, denunciando il danno, denunceremo anche il fatto che la tata non era in regola.

Ma cosa succede, esattamente, se ci dobbiamo rivalere su una tata che non ha un regolare contratto?

Ho chiesto all’avvocato Bortolotti di poter approfondire il tema della richiesta di danni in caso di baby sitter che lavora senza una regolare assunzione, perché non sapevo che fosse possibile farlo. Lui mi ha confermato che la possibilità c’è, ma lo scenario giuridico si complica notevolmente. Infatti, nel momento in cui denunceremo l’accaduto, metteremo in luce anche la situazione irregolare in cui la nostra baby sitter stava agendo. Questo comporta, quindi, la concreta possibilità di essere sanzionati oltre che magari non essere in grado di ottenere il risarcimento che ci spetta.
Così quei genitori che hanno una tata non assunta regolarmente, fanno fatica a far valere i loro diritti, proprio perché vogliono evitare che il fatto di far lavorare una persona “in nero” venga alla luce. E molte volte fanno così finta di niente.
Per questo sarebbe meglio fare le cose in regola, sempre!

La vostra baby sitter ha una polizza assicurativa?

Alla luce di tutto quello che ci ha detto l’avvocato Bortolotti, la situazione ideale sarebbe non solo quella per cui la tata ha un regolare contratto, ma ha anche stipulato un’assicurazione per la responsabilità civile. Questo tutelerebbe in primis la baby sitter stessa, ma sarebbe anche una garanzia per noi genitori, che saremmo sicuri di essere comunque risarciti, qualsiasi cosa possa accadere.
Per approfondire, invece, il tema della responsabilità civile delle tate nel caso in cui sia nostro figlio ad essere la causa del danno mentre è sotto la loro tutela, puoi andare a vedere questa puntata in cui l’avvocato Bortolotti ci ha già spiegato come funziona.

Il contratto tutela la baby sitter anche in caso di infortunio sul lavoro.

Con il contratto, si attiva per la nostra tata l’assicurazione INAIL che la tutela in caso dovesse succederle qualcosa mentre sta passando del tempo col nostro bambino. Questo va a vantaggio anche di noi genitori e l’avvocato Bortolotti ci spiega come. Se si dovesse far male mentre sta accudendo nostro figlio ed è “in nero”, questo potrebbe essere un grosso problema. Infatti, senza un regolare contratto, quindi senza l’assicurazione INAIL, la baby sitter si potrà rivalere completamente su di noi. È vero che, senza un’assunzione in regola, la tata dovrebbe prima dimostrare che, mentre si è fatta male, stava lavorando per noi, ma l’avvocato ci conferma che quasi sempre ci riesce.

Se la baby sitter è minorenne?

Come ci spiega l’avvocato Bortolotti, anche i minorenni tra i 16 e i 18 anni possono lavorare con regolare contratto, senza infrangere la legge. Dovremo ottenere solo qualche documento in più, come il certificato di idoneità a svolgere le mansioni di baby sitter rilasciato dall’ASL e il consenso scritto da parte dei genitori della minore che verrà da noi assunta. Il consenso dei genitori della tata minorenne è assolutamente indispensabile nel caso in cui questa dovesse anche pernottare pa casa nostra.

Come sempre l’avvocato Bortolotti è riuscito a spiegarci chiaramente quali sono i vantaggi legali di avere una baby sitter in regola. In teoria mettere in regola la tata dovrebbe essere fatto a prescindere. Di sicuro avere chiare le responsabilità che ci competono ci può essere molto utile nel momento in cui dobbiamo decidere sul tipo di assunzione che andiamo a fare.

Se vuoi contattare l’avvocato Bortolotti per una consulenza, per capire meglio come strutturare il tuo rapporto lavorativo con la tua tata, non dimenticarti di dirgli la “parolina magica#allegralu!

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L’intervista è stata realizzata in collaborazione con il Magazine MiMom.

☀️ #allegralu

Scarica pdf “Baby Sitter – Accordo per prestazioni lavorative”

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