Perché i bambini piccoli si comportano in modo per noi difficile da interpretare?

Oggi ti voglio parlare di 4 aspetti importanti da sapere de bimbi più piccoli, 18-36 mesi, che ultimamente mi stanno aiutando a rapportarmi meglio con mio figlio. Ho scoperto che se li conosciamo e ne siamo consapevoli possiamo imparare a gestire con più calma situazioni difficili, come pianti e capricci, e, allo stesso tempo, creare una relazione più serena, di comprensione.

Faccio un passo indietro. In una storia di Instagram avevo chiesto ai miei follower se ricordavano le emozioni che provavano circa a tre anni. Ebbene, il 79% se le ricorda, inclusa me! Io ho ancora chiaro come stavo quando i miei, ad esempio, dicevano che facevo i capricci e mi lasciavano lì a “marcire” in un angolo. Pensavo “Io sto soffrendo, perché mi lasciano qua da sola e non mi considerano? Io sto male veramente!”. Se tentavano un avvicinamento capitava anche che li allontanassi, ma in realtà volevo vedere se erano tenaci. Lo so che sembra strano che io ricordi perfettamente i miei pensieri in modo così nitido, ma è così!

Quindi ho immaginato che anche ora il mio bambino provi più o meno le stesse cose.

Tutto questo preambolo per dire che ce la sto mettendo tutta per capire com’è mio figlio in tutti i sensi: come si approccia alle cose, come le vive, cosa pensa, perché reagisce in certi modi. Effettivamente vedo che, ora che sto scoprendo questi “principi” sui bimbi in chiave montessoriana, riesco a rapportarmi meglio a lui perché credo lui capisca che io lo capisco. Perdona il giro di parole!

Iniziamo:

1. I bambini piccoli hanno bisogno di dire di no

Intendiamoci, non è che ce l’abbiano con noi. Anche se sembra, non ci stanno facendo la guerra. Se si trasformano in testoni e apparentemente anche cafoni è solo perché hanno bisogno di staccarsi da noi per crescere. Questo per lo loro è molto difficile, per cui un giorno ci dicono di no perché, ad esempio, vogliono mangiare da soli e non vogliono il nostro aiuto, ma il successivo invece preferiscono che diamo loro una mano. A noi non resta che assecondare la loro ricerca di autonomia, senza sgridarli.

2. I bimbi piccoli non ci vogliono fare del male

Infatti sono loro che stanno male. Io questo l’ho proprio sperimentato direttamente: quando mio figlio piange perché non gli concedo l’ennesimo biscotto, oppure perché è scaduto il tempo per guardare i video dei treni, cerco quasi sempre di mettermi nei suoi panni. Di solito il suo è un pianto di frustrazione: in qualche modo è una richiesta di aiuto, non è una ripicca anche se sembra. Ho visto che se trovo una via per aiutarlo a gestire questo sentimento il suo pianto si calma molto rapidamente, magari lì per lì mi allontana, ma in realtà non vede l’ora che io l’aiuti a stare meglio, un po’ come succedeva a me un tempo.

3. I bambini piccoli sono impulsivi

Per dirla facilmente, la parte del cervello dei bimbi che ospita la centrale che gestisce sia l’autocontrollo che la capacità di scelta è in pieno sviluppo. Per cui, se salgono sul tavolo per l’ennesima volta oppure strappano qualcosa dalle mani di qualcuno, meglio non arrabbiarsi. Non serve a nulla, perché dobbiamo essere noi la loro centrale di controllo, hanno bisogno della nostra guida!

4. I bimbi piccoli hanno bisogno di tempo per elaborare le informazioni

Questa è una cosa, mi sa, in cui ci cadiamo veramente tutti. Ad esempio, ripetere 20 volte “mettiti le scarpe” perché non vediamo reazione in nostro figlio. Ecco, dobbiamo aspettare. Ho letto che invece di ripeterlo bisognerebbe contare fino a dieci nella nostra testa. Probabilmente il bimbo già quando siamo all’8 proverà a mettersi le scarpe o a risponderci! A me questo è servito molto, per dargli spazio e non stargli addosso con le richieste; sto imparando ad aspettare che elabori l’informazione con i suoi tempi.

Fammi sapere se, comprendendo questi 4 aspetti dei comportamenti del tuo bimbo, hai realmente creato maggiore sintonia!

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☀️ #allegralu

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