Il bullismo è un atteggiamento pericoloso e dannoso per chi lo subisce. Come possiamo, quindi, difendere i nostri figli che ne sono vittima?

Sono andata a parlare con l’avvocato Bortolotti per capire come, a livello legale, possiamo uscirne vincenti. Grazie al suo supporto vediamo come va affrontata la situazione, passo dopo passo.

La prima cosa da fare è capire se si tratta di bullismo legalmente punibile.

Quando possiamo dire che si tratta di bullismo, secondo la legge?

L’avvocato per prima cosa ci spiega che negli atti di bullismo ci sono sempre due figure: il “bullo” e il “bullizzato”. Intorno a questi due personaggi ci sono i cosiddetti “gregari”, che però non hanno parte nell’atto vero e proprio. Questo infatti si realizza sempre tra due persone: una apparentemente più forte e l’altra che ne subisce le prevaricazioni.

Queste angherie possono andare dalla semplice derisione, alle piccole violenze fisiche, alla sparizione di oggetti personali o all’isolamento del minore. Quello che le caratterizza come “atti di bullismo”, però, è che questi atti devono essere continuati nel tempo. Un tempo che può essere lungo, ma anche breve. Di sicuro non possono essere un evento sporadico.

Con l’avvocato Bortolotti, però, ho anche scoperto che se nostro figlio è vittima di molestie, percosse o aggressioni fisiche, qui siamo ben oltre il bullismo! Si tratta di veri e propri reati penali.

Una cosa è certa: il bullismo provoca danni!

Non appena ci accorgiamo che a scuola qualcosa non va, l’avvocato Bortolotti ci consiglia di rivolgerci immediatamente alla struttura scolastica, nella persona della maestra, dei professori o del dirigente scolastico. In caso, possiamo anche chiedere ad altre famiglie se sono informate sui fatti e se anche i loro figli ne sono purtroppo vittime.

Nel momento in cui non abbiamo più dubbi sul fatto che nella classe ci sia un “bullo”, dobbiamo segnalare per iscritto la problematica alla scuola. Si dovrà pretendere che la scuola stessa prenda dei provvedimenti e convochi i genitori del responsabile. In generale bullo non è legalmente responsabile se non è maggiorenne. Ma se già a 16 anni viene ritenuto sufficientemente maturo da capire cosa sta facendo, allora lo diventa, anche se ancora minorenne.

La scuola richiamerà in primo luogo il bullo che, sotto i 16 anni, sarà sotto la completa responsabilità dei genitori. Ma anche della scuola, se questi atti di bullismo si svolgono lì, perché durante le ore di lezione è pienamente responsabile di vigilare sui nostri figli.

Quando il bullo non cambia atteggiamento.

Abbiamo chiesto all’autorità scolastica di intervenire, ma, nonostante tutto, gli atti di bullismo continuano. Cosa possiamo fare?

L’avvocato Bortolotti ci spiega che, in questo caso, è necessario che i genitori del bullizzato si rivolgano a un legale.

Essere tolleranti, infatti, non è sicuramente una soluzione: gli atti di bullismo causano sempre ripercussioni sulla vita della vittima che potrebbero, nel tempo, causare danni gravi. Ed è importante anche sapere che la responsabilità del bullo e dei suoi genitori è sia civile che penale.

Cosa significa fare causa a un bullo?

Generalmente gli atti di bullismo si risolvono in ambito civile e i genitori del ragazzino resosi colpevole dovranno risponderne. Ma non solo: se le prevaricazioni hanno luogo a scuola, anche questa ne sarà responsabile.

Nel caso in cui, però, i danni subiti dalla vittima di bullismo arrivino a molestie, percosse, aggressione o peggio, allora si ricade nel penale. I genitori sono ancora responsabili per i minorenni, ma, in campo penale, il minore è imputabile anche dai 14 anni se viene opportunamente dimostrata la sua piena capacità di intendere e di volere.

Bullismo e mobbing, cosa hanno in comune?

Quello che l’avvocato Bortolotti ci ha raccontato del mondo del bullismo mi ha ricordato quello che avevamo detto a proposito del mobbing, anche se adattato al mondo dei teenager. Infatti, anche nel caso di atti di bullismo, la vittima potrebbe avere oltre a un danno biologico, anche danni morali e materiali. Quindi, mi sono chiesta quali dovranno essere le prove che il bullizzato dovrà produrre per dimostrare di essere veramente prevaricato dagli atteggiamenti del bullo?
L’avvocato ci conforta che le prove ammesse possono essere di ogni genere, dalle testimonianze alle registrazioni audio e video. Tutto ciò, insomma, che possa provare nella maniera più inconfutabile possibile che una persona abbia messo in atto nei confronti di un’altra atti di prevaricazione.

Naturalmente tutto questo diventa più difficile nel caso si abbia a che fare con bulli e bullizzati molto piccoli. In questo caso, infatti, bisognerà affidarsi soprattutto a quello che rileverà il personale scolastico poiché ciò che riporta un bambino di 7 anni potrebbe non essere totalmente attendibile. È anche vero che, dai miei ricordi scolastici, il vero e proprio bullismo si sviluppa principalmente alla scuola media.

Le prove ideali da avere contro un bullo.

Ho chiesto all’avvocato Bortolotti quali fossero ulteriori prove ideali e inconfutabili da avere in caso di atti di bullismo. Sicuramente, come ho detto sopra, la testimonianza diretta, di altri compagni o, meglio ancora, del personale scolastico. Ma anche il racconto della vittima ha una grande valore.

Con prove di questo genere e su basi fondate, l’esito della causa per bullismo, seppur complessa e articolata, è garantito e questo significa che saranno i genitori del bullo a farsi carico di tutte le spese legali.

Da mamma, però, mi sento di dire che non sarà certo una causa e un risarcimento danni che faranno capire al bullo il vero danno che ha arrecato. E l’avvocato è d’accordo con me. A noi genitori, quindi, non resta che essere sempre molto vigili e fare attenzione all’educazione dei nostri figli per prevenire gli atteggiamenti da bullo che potrebbero insorgere durante la crescita. Anche la scuola ha una grandissima responsabilità per cui speriamo di poter confidare anche negli educatori e insegnanti, che siano di buon esempio educativo e attenti dal punto di vista della sorveglianza.

Se hai vissuto sulla tua pelle o da genitore un episodio di bullismo e ce lo vuoi raccontare, fallo nei commenti. Sono a tua disposizione per approfondire l’argomento. Ma puoi anche contattare direttamente l’avvocato Bortolotti per avere una consulenza, senza dimenticare però di dirgli la “parolina magica” #allegralu!

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L’intervista è stata realizzata in collaborazione con il Magazine MiMom

☀️ #allegralu

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