L’arrivo di un figlio ci rivoluziona la vita e ci può richiedere scelte importanti come quella di cambiare lavoro.

Ne parlo con Stefania, che, dopo la maternità, ha deciso di rivoluzionare la sua vita e aprire una struttura dedicata ai bambini più piccoli, un asilo nido. Vediamo come!

Quando scopriamo di essere incinte.

Stefania ha scoperto abbastanza tardi di aspettare un bambino: la cosa non era stata programmata, ma è stata comunque accolta con gioia. Anche durante i mesi dell’attesa ha lavorato tantissimo e tutto è andato nel migliore dei modi. Una gravidanza molto serena.

Come si arriva a cambiare lavoro completamente?

Stefania lavorava in uno studio di commercialisti e, ricoprendo un ruolo di responsabilità, aveva orari piuttosto impegnativi.

Se la notizia della gravidanza l’aveva avuta in ritardo, il bambino di Stefania è invece nato in anticipo.

Per questo lei si è trovata a lavorare proprio fino all’ultimo giorno!

Per i notevoli carichi di lavoro e per il volere dei suoi capi, Stefania riprende a lavorare dopo 15 giorni dalla nascita di suo figlio, portando con sé il bambino in ufficio. Nonostante la sua dedizione al lavoro e i “superpoteri” che la natura concede alle neomamme, sono per lei mesi molto faticosi. Stefania non ha familiari che la possano aiutare e quindi decide di iscrivere il suo bambino di 4 mesi all’asilo nido. Lasciare un bimbo così piccino a persone estranee è una scelta dura e dolorosa, seppure necessaria. Si rassicura nel vedere il bimbo tranquillo e a suo agio nell’interagire con gli educatori e gli altri bambini ma non basta… al momento di ripartire col lavoro a tempo pieno Stefania si rende conto di non volere lasciare suo figlio tutto il giorno al nido.

Il momento della scelta: restare nello studio o cambiare lavoro.

Stefania inizia a pensare a come sfruttare il suo diploma magistrale. In effetti aveva già fatto in passato l’insegnante di scuola materna ed elementare prima di decidere, per ragioni economiche, di lavorare in ambito amministrativo, dove era riuscita a ottenere un contratto a tempo indeterminato e un ottimo stipendio. Ma quando suo figlio compie 6 mesi decide di fare il grande passo e cambiare lavoro. Grazie anche a un po’ di fortuna viene a scoprire che l’asilo nido che frequenta suo figlio sta cercando una nuova socia che ne allarghi la struttura.

Prende allora coraggio e decide di investire i suoi risparmi e la sua professionalità in questa nuova avventura.

Affronta, non senza fatica e stress, un complicato iter burocratico: aprire la società, ottenere tutti i permessi e le autorizzazioni dal comune di Milano, allinearsi alle regole dell’Asl, cercare architetti specializzati che mettano in sicurezza la struttura, dai bagni alle vernici lavabili dei muri e via dicendo.

Quattro mesi investiti in complicate attività, pratiche e controlli necessari: per i pasti dei bambini, su cui l’Asl è molto attenta, Stefania decide di affidarsi a una mensa esterna, la via più semplice ed economica.

Una vera corsa contro il tempo ma il primo settembre l’asilo nido apre.

In effetti oggi la legge ha creato parecchie complicazioni rispetto al passato: per gestire un asilo nido occorre la laurea e il rispetto di una corrispondenza numerica di 1 a 8 tra educatori e bambini. Senza i titoli richiesti si può ricoprire il ruolo di titolare, direttore, assistente, bidello ma non educatore.

Oggi Stefania gestisce un piccolo ma ben organizzato asilo nido. È stanca, fa di tutto, ma è felice. Come titolare, avendo investito soldi, tempo ed energie si preoccupa molto di più di quando era dipendente, ma la soddisfazione e la gratificazione personale la ripagano totalmente.

La scelta di cambiare lavoro le ha permesso di crescere suo figlio, di stargli vicino nei primi tre anni di vita, che sono i più importanti, e avere una vita flessibile. Se suo figlio sta male riesce ad organizzarsi per prendersene cura.

Il ruolo dei mariti è importante quando si deve decidere se cambiare lavoro.

Il marito di Stefania l’ha convinta e appoggiata in questa scelta professionale e di vita. Il suo rinforzo positivo l’ha sostenuta nei momenti più difficili e oggi, dopo circa un anno, Stefania ha consolidato sia le sue capacità di educatrice sia di imprenditrice creando un asilo nido corredato di diversi servizi e che funziona bene.

In conclusione, cambiare lavoro si può!

Oggi si pensa molto all’aspetto economico e nonostante sia sicuramente importante, l’insegnamento di Stefania è che a volte guadagnare di meno per poter stare vicino ai propri figli, avere la tranquillità personale di poterci essere nel momento del bisogno per la propria famiglia ha un valore incommensurabile.
Gestire bene la vita familiare richiede flessibilità e un lavoro imprenditoriale, pur dando più pensieri, ci può permettere di governare meglio il nostro tempo e di sentirci soddisfatte ed orgogliose di noi stesse.
Spero che molte altre Stefanie possano portare la loro testimonianza.

Tu cambieresti lavoro come ha fatto Stefania, passando da un lavoro ad un altro totalmente diverso? Da una carriera da dipendente a diventare imprenditrice?
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☀️ #allegralu

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