Quando ho visto per la prima volta il libro di Daniele Novara “Urlare non serve a nulla” mi sono subito chiesta quale poteva essere il segreto per educare i bambini senza urlare, ma in modo efficace. Ovviamente non potevo non indagare!

Oggi ti racconto uno degli aspetti più importanti che mi ho imparato da questo testo in relazione ai bambini piccoli.

Naturalmente non dobbiamo pensare a questo libro come al “Santo Graal” della genitorialità. Non può renderci genitori santi con figli angelici, però, se riuscissimo ad applicare davvero i suggerimenti dell’autore, potremmo effettivamente riscontrare dei miglioramenti della qualità della vita in casa.

Instaurare una consuetudine per educare i bambini senza urlare

La generazione di noi genitori, è un dato di fatto, ha difficoltà a mantenere costanti regole e routine. Questo sarà forse causato dal fatto che, rispetto alle precedenti generazioni, entrambi i genitori lavorano; si fa, quindi, più fatica a gestire tutto. Talvolta diciamocelo, non abbiamo neanche voglia di essere troppo rigidi.

So che tutto questo potrebbe sembrare banale e scontato, ma nella pratica non è così ovvio. Crediamo tutti di essere genitori che danno regole, io per prima. In realtà, analizzando punto per punto il libro e, parallelamente, la mia vita di genitore, mi sono resa conto che alcune regole che davo al mio bambino non erano molto coerenti ed erano applicate senza eccessivo rigore. Avevo sicuramente molto margine di miglioramento.

Stabilisci regole chiare e precise

Un esempio sicuramente comune a molti riguarda l’uso dello smartphone legato a YouTube, al simpatico mondo del “tutu” come lo chiama il mio piccolino.

Noi avevamo le idee chiare sul fatto di volerne limitare l’uso, visto che nostro figlio è ancora molto piccolo, quindi non pensiamo che gli faccia bene. Preferiamo, insomma, che si dedichi a giochi più tradizionali. La regola, che pensavamo chiara, era: “poco tutu al giorno”. Ma cosa significa “poco”?

Il nostro bambino, che, come tutti i bambini, è più furbo di quello che possiamo pensare, ha capito subito che facendo capricci avrebbe ottenuto più “tutu”. Infatti, prendendoci per sfinimento, ha ottenuto delle concessioni. Questo ha originato una situazione in cui la regola non era per niente chiara e subiva notevoli deroghe.

Rivedendo la situazione abbiamo capito che mancava incisività da parte nostra. Mancava, ad esempio, una regola, che dicesse chiaramente “il tutu si può guardare 10 minuti prima della pappa e basta”.
Tra l’altro ho notato che una regola, ferrea fin dall’inizio, che ha funzionato bene è stata “durante la pappa mai schermi”. No Tv, no tablet, no smartphone. E nostro figlio non lo ha mai chiesto, mai fatto un capriccio o una questione.

Occorre dare importanza alla routine

Direi che il dottor Novara ha dato un consiglio molto valido, che si può applicare anche ai processi delle abitudini quotidiane dei nostri figli.

I bambini per essere sereni e tranquilli e non fare quindi capricci hanno bisogno di consuetudine e ripetizione (puoi approfondire questo tema nell’articolo “4 cose sui bambini piccoli che devi assolutamente sapere“). Se il nostro bambino, ad esempio, vuole leggere tutte le sere la stessa favola prima di dormire significa che per lui è un’abitudine importante e molto rassicurante, di cui ha bisogno. Per noi potrebbe essere, invece, noioso leggergli sempre lo stesso libro, ma dobbiamo impegnarci a rispettare questa “sua regola”, che lo fa sentire sereno e protetto.

Un altro esempio è la preparazione della mattina. Se ogni volta cambiamo schema o sequenza gli creiamo un disagio che può sfociare in capricci e fastidi. Dovremmo quindi definire una sequenza sempre identica: ci si alza, si fa colazione, ci si veste, ci si lava i denti e si esce. L’importante è che sia una routine mantenuta.

Educare i bambini senza urlare significa creare ripetitività

Novara dice che per fidarsi degli adulti e quindi rimanere più calmi, i bambini hanno bisogno di modalità comportamentali ripetitive.
Se ci troviamo in situazioni in cui i nostri figli sono ingestibili, invece che urlare il mio consiglio è cercare di capire se dietro ai loro atteggiamenti nervosi ci sono o meno delle regole e delle consuetudini chiare. Gli abbiamo dato la pappa alla giusta ora? Gli abbiamo letto la favola che amano di più? Li stiamo mandando a letto all’ora giusta? Oppure abbiamo cambiato i loro punti fermi per cui ora si stanno lamentando?

Una cosa molto bella che ho imparato dal libro è che dare le regole ai nostri figli e rispettarle, è un atto d’amore che dobbiamo loro per crescerli sereni. E a noi per non impazzire.

Lasciami nei commenti la tua esperienza con le regole. Dai regole chiare? Sei capace di farle rispettare?

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☀️ #allegralu

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