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Quando in casa arriva un neonato, la cosa più complicata da gestire, in molti casi, è proprio il sonno. Mi sono così rivolta ad una specialista, Alexis Graneli, ovvero “Dolce Dreamers”, per farmi dare qualche prezioso consiglio su come far dormire i bimbi piccoli, che condivido con te.

Da un problema nasce sempre un’opportunità!

Alexis, di origine canadese, con la prima figlia ha avuto grandi problemi di sonno. Nel primo anno di vita la sua bambina non dormiva e questo aveva fatto scattare in lei un senso di inadeguatezza come mamma. Ha cominciato, così, a documentarsi e a studiare in cerca di un metodo che fosse realmente efficace. È diventata così una consulente del sonno infantile.

Questo tipo percorso in un certo senso ci accomuna, visto che anch’io sono diventata consulente di bilinguismo infantile proprio perché ho iniziato a studiare e a documentarmi per essere sempre più efficace nel parlare inglese con i miei figli!

Quando si può cominciare a “educare” i bambini al sonno?

La prima domanda che ho posto ad Alexis durante l’intervista live che puoi rivedere nel video, é se c’è un’età più adatta per iniziare ad usare tecniche di addormentamento. Possiamo iniziare da subito o è meglio aspettare dopo i tre mesi?

La risposta è sicuramente rincuorante per tutte noi mamme: un bambino molto piccolo non si può viziare, “to spoil“! Quindi nessun problema se nei primi mesi chiede tanto contatto e dorme solo in braccio: sta imparando la sua nuova vita e ha bisogno di creare un rapporto di fiducia con la sua famiglia. Quindi è bene rispondere al bisogno di tanto contatto e non sarà certo questo che creerà problemi nel dormire.

Le tecniche per cominciare ad abituare i neonati ad addormentarsi.

Alexis “Dolce Dreamer” nell’intervista video ci invita ad utilizzare la fascia o “swaddle”, perchè, anche se a noi può sembrare una costrizione, sentirsi raggomitolati e schiacciati è per loro la stessa sensazione che provavano dentro la pancia. Non dimentichiamo, infatti, che hanno vissuto per 9 mesi “compressi” nell’utero della mamma e questa posizione dà loro tranquillità perché li riporta ad una situazione che hanno già vissuto.

Un altro grande aiuto per far dormire i bebè serenamente sono i rumori bianchi, noti anche come “white noise”, che possiamo far loro ascoltare per tutta la notte. Ma attenzione: che siano continui e monotoni, e non uccellini che cantano o carillon, altrimenti difficilmente si otterrà l’effetto desiderato.

A questo proposito ti segnalo che, sia per Apple che per Android, ci sono delle applicazioni che servono proprio a riprodurre i rumori bianchi adatti per rilassare e far dormire serenamente i bimbi piccoli.

Coi tre mesi del bambino si può iniziare ad introdurre una routine per la nanna.

Quando è molto piccolo, il bebè dorme molto, ma dal terzo mese, riesce a stare sveglio anche due ore consecutive. Come puoi vedere nella video intervista, Alexis ci spiega che questo è il momento giusto per introdurre una routine sonno/veglia, perché ora il bimbo comincia a capire la differenza tra dormire e stare sveglio.

Fare sempre le stesse cose, ogni giorno e nello stesso ordine, prima di addormentarsi, aiuta il neonato a trovare il giusto rilassamento.

L’importante, per ottenere buoni risultati, è che quando lo si mette nel lettino, il bimbo sia “drowsy but awake”, cioè nel dormiveglia e non completamente addormentato. Questo perché, come spiega bene “Dolce Dreamers” nel video, sia ancora capace di capire dove è e fare in modo che non si spaventi se si è addormentato in braccio e si risveglia da un’altra parte, cioè nel lettino. Ovviamente è una pratica a cui ci dobbiamo abituare prima noi genitori, per farla diventare davvero efficace e il bambino riesca a riprendere sonno se si dovesse svegliare di notte.

Come insegnare ai nostri bimbi ad addormentarsi da soli a partire dal terzo mese.

Per prima cosa, quando tutto sembra andare per il meglio, non lasciamoci scoraggiare se, intorno al quarto mese, il nostro bambino sembra tornare a un punto di partenza. Come racconta bene Alexis nel video, si chiama “regressione del quarto mese” ed è un fenomeno che accade comunemente. Si tratta di un momento passeggero, basta non lasciarsi abbatterere e tutto tornerà come prima.

Per evitare che il bebè arrivi all’ora di andare a letto troppo stanco e magari si addormenti durante la poppata, bisogna riuscire sempre a valutare i tempi tra l’ultimo riposino e la nanna vera e propria. Se l’obiettivo, come dicevamo, è che arrivi nel lettino in dormiveglia, bisogna cercare di non fare pause troppo lunghe tra l’ultimo riposino pomeridiano e il sonno della notte.

Inoltre bisogna anche riuscire a stabilire una “bed-time routine”, una routine pre-nanna, che ci consenta di farlo rilassare, ma non addormentare. Come spiega sempre Alexis nel video.

La chiave di tutto sono gli obiettivi che ci siamo posti: come immaginiamo che sia il sonno del nostro bambino tra un anno? Ci va bene che si addormenti con la nostra presenza o nel lettone o preferiremmo che fosse indipendente? A secondo delle risposte che ci diamo, è proprio dal terzo mese che possiamo porre le basi per realizzare i nostri desideri. Ma questo sarà possibile sono con “consistency”, cioè pazienza e la regolarità. Però non preoccupiamoci se per un giorno la tecnica non funziona. Domani andrà meglio.

Insistiamo sulla routine della buona notte!

Alexis Dolce Dreamers ci invita ad essere costanti proprio con la routine prima della nanna notturna. Il bebè dovrà avere ben chiaro che la notte è quel momento fatto per dormire e dovrà imparare a gestirlo in autonomia. Coi pisolini possiamo essere un po’ più indulgenti.
Il sonno diurno è sempre più “spezzettato” ed è più difficile da gestire, ma l’importante, per arrivare all’autonomia, è che il bambino abbia ben chiaro quando sta per addormentarsi e si troverà a trascorrere tutta la notte da solo.

Nel video dal minuto 15.33, potrai sentire anche tutte le risposte di Alexis alle domande che la community di AllegraLu mi ha fatto arrivare nei giorni precedenti l’intervista. Se sei una delle mamme che ha inviato una domanda e non l’hai potuta seguire in diretta o se hai un bimbo piccolo che non dorme, ti invito, perciò, a guardare il video fino alla fine.

Parliamo anche di bambini più grandi, di vari tipi di lettino, di sacco nanna o “sleepsack”, di regressioni, di co-sleeping e passaggio dalla camera coi genitori alla cameretta.
Alexis suggerisce anche uno schema di routine, ma l’importante è tenere sempre presente che lavorare da subito sulle abitudini porta benefici nel futuro.

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☀️ #allegralu

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