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Come mamme dovremmo svegliarci tutte le mattine cantando la sigla di “Wonder Woman” o almeno averla come sveglia! Eh sì, perché appena in piedi è come se indossassimo il costume della supereroina per fare tutto quello che ci si aspetta da una superdonna, senza tregua e spazi per noi.

Eppure farebbe tanto bene, a noi quanto a chi ci sta vicino, trovare un modo per tirare il fiato e a dedicare un po’ di tempo a noi stesse.

Ho deciso allora di approfondire il tema e ho intervistato moltissime mamme in tutta Italia per capire quante di loro possono contare su un supporto comodo e continuativo per la gestione dei loro figli.

Un numero molto consistente di donne è costretta a indossare tutte le mattine il costume di “Wonder Woman”!

Infatti, il 35% delle mamme intervistate non ha alcun supporto né da nonni né da babysitter. Può essere che tu sia una di quelle sempre cariche ed energiche e che tu riesca a fare sempre tutto. Ma se, come me, accusi qualche calo di energia, forse occorre trovare il modo di prendersi cura di sé.

Purtroppo non esistono soluzioni strabilianti che ci consentano di tornare alla vita che facevamo prima di essere mamme, ma può valere la pena cercare alternative di supporto e liberarci per qualche attimo della sindrome da “Wonder Woman“.

Vediamo quali soluzioni possono riequilibrare i nostri impegni, il nostro tempo e ridarci un po’ di benessere.

Pensiamo a una baby sitter.

Quelle brave sono un vero tesoro da trovare. E non è nemmeno facile, visto che puntano alla fidelizzazione. Se ne abbiamo bisogno una volta ogni tanto, difficilmente le troveremo disponibili. E assumerle con continuità potrebbe essere un costo che non ci possiamo permettere.. Questo , infatti, richiede un certo investimento economico anche se talvolta è possibile provare la strada della condivisione con altre mamme per non avere costi eccessivi.

Hai una rete di familiari disponibili?

Nonni, zie, cugine, amici: ogni tanto potremmo chiedere il loro aiuto e fare in modo che ci concedano del tempo libero, intrattenendo i nostri bimbi o dandoci una mano ad esempio con le faccende di casa. I nonni, anche se a volte sono lontani o troppo anziani o ancora impegnati col lavoro, restano comunque un utile supporto e dovremmo cercare di coinvolgerli di più. Anche se magari non andiamo molto d’accordo con loro.

I vicini: possono diventare una grande risorsa.

Nei piccoli centri è più facile, ma anche in realtà cittadine, si può sempre cercare di creare una rete di collaborazione coi vicini. Se si riuscisse a creare un network di zona, quando diventiamo mamme possiamo attingere a molte e diverse forme di aiuto reciproco.

In sintesi, non dovremmo sempre indossare il costume da “Wonder Woman“, ma potremmo chiedere l’aiuto di parenti ed amici a costo zero, di tate e babysitter in condivisione a costo medio, o di tate personali e nidi a un costo più elevato. Tutto questo in cambio un maggior spazio per noi stesse, per ritemprarci.

Ti lascio, come riflessione una citazione dello scrittore Daniel Pennac: “Ciò che Dio non può più fare, una donna, a volte, lo può fare”.

Credi anche tu che, con un po’ di aiuto, possiamo tornare ad avere del tempo per noi stesse e vivere meglio? Queste sono le mie proposte, ma raccontaci nei commenti, come hai fatto tu a prenderti una pausa dall’effetto “Wonder Woman”!

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☀️  #allegralu

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