Abbiamo già parlato, insieme agli esperti dell’associazione Foodnet, di come riconoscere i disturbi alimentari nei bambini.

Oltre a spiegarmi come individuare i problemi, mi hanno anche raccontato quale metodo utilizzano per fare prevenzione nelle scuole. Cercano, infatti, attraverso un gioco, di far comprendere ai bambini il legame tra il cibo e le emozioni in modo che non cerchino nell’alimentazione la soluzione ai loro malesseri.

La cosa bella di questo metodo è che lo possiamo utilizzare anche noi genitori a casa divertendoci coi nostri figli.

Basta un gioco per prevenire i disturbi alimentari.

Gli esperti di Foodnet sostengono infatti che ai bambini basti poco per cogliere le giuste informazioni, farle proprie e modificare le abitudini alimentari sbagliate evitando così di incorrere in disturbi alimentari.

Ti voglio raccontare, quindi, questo metodo affinché possiamo applicarlo e aiutare i nostri figli ad acquisire maggiore consapevolezza del legame tra cibo ed emozioni.

Consiste in un’attività ludica organizzata in tre fasi, affinché non risulti troppo noiosa.

Sarebbe meglio far partecipare più bambini e più genitori per aumentare il divertimento e lo scambio. La fascia ideale di età dei bambini a cui si rivolge l’attività è compresa tra gli 8 e i 9 anni.

Cosa serve per cominciare a giocare.

Occorre procurarsi semplici strumenti cartacei, che possiamo realizzare anche noi a casa: una carta di identità alimentare, il disegno di una sagoma umana e alcuni fogli bianchi e alcune immagini ritagliate di diversi cibi.

Gli esperti di Foodnet, che portano da anni nelle scuole questa esperienza, reputano che sia fondamentale sia per rinforzare la consapevolezza dei bambini nei confronti delle emozioni che provano, sia per rinforzare il dialogo con i genitori.

Cominciamo col compilare la carta d’identità alimentare.

I bambini scrivono il loro nome e cognome, cosa mangiano di solito,direi cosa mangiano più volentieri, cosa non amano mangiare, il loro cibo preferito e quello che piace loro di meno.

Per introdurre il tema delle emozioni aiutiamo i bambini a indicare i loro personaggi preferiti dei cartoni animati e ad abbinarli a delle emozioni. Ad esempio un personaggio cattivo è tipicamente associato alla rabbia, mentre l’eroe, il protagonista buono, è in genere espressione di gioia. Chiediamo quindi ai bambini cosa e quanto, secondo loro, mangiano questi personaggi. Quelli abbinati alla rabbia e alla gioia, ad esempio, mangeranno cibi differenti e in quantità diverse. È molto interessante scoprire quanto dialogo si generi facendo queste associazioni.

Dove collochiamo le emozioni?

Passiamo ora a prendere la sagoma umana che avevamo precedentemente disegnato e chiediamo ai bambini in quale parte del loro corpo sentono le varie emozioni. Spesso ad esempio, raccontano gli esperti di Foodnet, i bambini indicano la pancia per la rabbia con la conseguenza che o si abbuffano o non sentono desiderio per il cibo. Questo li aiuta a capire come reagiscono fisicamente alle emozioni che provano e come il cibo ne sia una conseguenza.

Diamo da mangiare alle emozioni.

Prendiamo, quindi, i 5 fogli bianchi su cui scriveremo le 5 emozioni principali ovvero rabbia, gioia, paura, disgusto, tristezza. Diamo ai bambini un sacchetto con diversi cibi scritti o disegnati su pezzi di carta e chiediamo loro di abbinare ad ogni emozione il cibo che la rappresenta meglio. Oltre alle immagini o ai nomi dei vari cibi, i bambini tenderanno anche a scrivere sui fogli emozione pensieri liberi come, ad esempio: “Quando ho paura non riesco a mangiare”, oppure “Quando sono triste il budino al cioccolato mi consola”.

Capiranno, così, ancora meglio la connessione tra le loro scelte alimentari e i loro stati d’animo.

Noi genitori possiamo aiutarli a diventare più consapevoli di come e perché mangiano, possiamo dare loro supporto e far loro capire che potranno parlare con noi invece di usare il cibo come strumento di consolazione.

Il mio bambino è ancora molto piccolo ma mi piacerebbe, un domani, che tutto questo non dovrò più insegnarglielo io, perché sarà normale impararlo a scuola.

Ti piacerebbe provare a fare questo gioco coi tuoi figli? Oppure lo hanno già sperimentato? Aspetto i tuoi racconti nei commenti.

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☀️ #allegralu

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