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Siamo in emergenza Coronavirus, ma cosa è utile sapere per le donne in gravidanza e per le famiglia con bambini per tutelarsi al meglio e non far correre rischi anche ai nonni?

Per questo, anche questa volta mi sono rivolta ad un professionista, il dottor Michele Usuelli, medico di terapia intensiva neonatale della Mangiagalli di Milano, ma anche consigliere regionale.

Ormai si sa che i bambini non sono considerati a rischio Coronavirus.

Essì, pare proprio, studiando l’esperienza cinese, che i bambini siano più al sicuro dal contagio. Quei pochi che si sono ammalati, poi, lo hanno fatto con delle forme lievi. Non dobbiamo considerarli degli untori, ci dice il dottor Usuelli, e nemmeno a rischio di grave malattia. Tuttavia, tutte le cautele che si stanno attuando in questi giorni devono essere prese anche per quanto riguarda i nostri figli.

I sintomi nei bambini sono come quelli degli adulti.

Il Coronavirus anche nei bambini si manifesta con gli stessi sintomi degli adulti, cioè febbre, congiuntivite, tosse e raffreddore. Nei bambini, però, sono sintomi molto comuni. Il dottor Usuelli, quindi, ci invita a non allarmarci al primo starnuto. Nelle stragrande maggioranza dei casi non sarà un’infezione da Covid-19, ma se lo fosse non c’è comunque da preoccuparsi. Basterà seguire la procedura raccomandata dalle autorità sanitarie, ovvero:

  • contattare telefonicamente il pediatra di libera scelta
  • NON recarsi in ambulatorio dal pediatra (se non su richiesta dello stesso)
  • NON andate in Pronto Soccorso (se non in situazioni davvero di urgenza)

Anche nei casi in cui il Pronto Soccorso dovesse essere davvero necessario, sarebbe opportuno avvisare prima telefonicamente.

E se la donna si ammala di Coronavirus in gravidanza o subito dopo il parto?

Ad oggi è dimostrato che la mamma non passa il virus Covid-19 al nascituro. Il dottor Usuelli ci raccomanda comunque attenzione, poiché il sistema immunitario delle donne in dolce attesa è meno reattivo. In Lombardia, poi, ci sono equipe di neonatologi che seguono specificamente le partorienti, che vengono indirizzate in strutture specifiche. Il neonato, se asintomatico, non viene allontanato dalla mamma e si continua a favorire l’allattamento al seno. Alla comparsa del primo sintomo, prima ancora di fare il tampone, però, vengono isolati dal resto della comunità. In particolare, la Clinica Mangiagalli è il centro regionale di riferimento. Qui ci sono delle stanze dedicate, sia al nido che in terapia intensiva, qualora ci dovessero essere situazioni di infezioni da Coronavirus.

Naturalmente, ci raccomanda il dottor Usuelli, se una donna in gravidanza dovesse avere febbre o tosse dovrà subito informarne sia il medico di base che il ginecologo o l’ostetrica che la stanno seguendo.

Se poi una donna in dolce attesa dovesse risultare positiva al tampone, non deve assolutamente spaventarsi. Il dottor Usuelli ci conforta dicendo che bisognerà occuparsene, ma non preoccuparsene!

Nessun neonato finora è finito in terapia intensiva per il Coronavirus.

È accertato che nessun neonato, ci illustra il dottor Usuelli, sia finora finito in terapia intensiva a causa di un’infezione da Covid-19. Anche il neonato di Bergamo di cui hanno parlato i media è stato in realtà ricoverato in terapia sub-intensiva, ma più per esigenze logistiche che per effettiva necessità.

Quindi possiamo stare tranquilli per i nostri figli, pur continuando a rispettare, ricordiamocelo, anche per loro le misure di contenimento che valgono per tutti.

I nonni sono quelli più a rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus.

Se abbiamo detto che per i bambini l’infezione da Covid-19 non è pericolosa, non è così per le persone sopra i 65 anni, cioè i nonni, che in questi giorni tanto ci aiutano a prenderci cura dei nostri figli.

Il dottor Usuelli ci spiega che le persone sopra i 65 anni con patologie e quelle sopra i 75 anni, anche se in buona salute, sono la fascia di popolazione più a rischio e va protetta. Per questo è opportuno che, anche se i nostri figli hanno solo un raffreddore, stiano lontani dai nonni.

Per i genitori significa avere i figli sempre a casa. Come organizzarci?

È vero che ci sono un sacco di divieti, ma non trascuriamo le bellissime opportunità che questa situazione ci dà. Quindi possiamo approfittarne per trarne vantaggi.

Uno dei più utili potrebbe essere quello di insegnare la tecnologia ai nonni, in modo da averli “vicini” anche se in modo solo virtuale. Potranno così inviare messaggi, raccontare favole e a distanza, cantare coi propri nipotini.

In casa con noi genitori, invece, i nostri bambini potranno riscoprire giochi in scatola o fare delle visite virtuali nei musei (in questa situazione il mondo del web è davvero prezioso).

Il dottor Usuelli, poi, ci spiega che per i nostri bambini è sempre possibile andare al parco o ai giardinetti, basta mantenere le distanze. Naturalmente non dovranno mettersi a giocare con gli altri bimbi, ma solo con i genitori e lontano da tutti gli altri. Ricordiamoci che l’aria aperta fa bene a tutti e uscire un po’ ci aiuta a smaltire lo stress che si accumula con la convivenza forzata. Un’altra possibilità è stimolare i nostri bambini a dedicarsi a quelle cose che di solito non si ha mai il tempo di fare. I figli del dottore, ad esempio, hanno sviluppato la passione per il cubo di Rubik e per la magia, cose che prima non riuscivano a seguire.

A cosa serve la telescuola?

Sempre il dottor Usuelli ci invita a sviluppare l’interazione dei bambini coi compagni e con gli insegnanti, anche a distanza. Oltre all’aspetto didattico, infatti, il poter avere una propria postazione dove continuare a seguire le lezioni e a mantenere il rapporto con la propria classe, per i nostri figli è fondamentale dal punto di vista sociale e del gruppo.

Spiegare ai nostri figli cos’è il Coronavirus: come fare?

Prima di partire con descrizioni e informazioni, il dottor Usuelli ci invita a capire da loro cosa ne sanno e cosa hanno capito di tutto ciò. Così potremo rispondere alle loro domande. Questo perché, in generale nella vita, quando un bambino fa una domanda, ci spiega il dottore, è pronto per avere una risposta. Sta a noi genitori, però, andare diretti al punto, senza lasciarci prendere dal panico e dare risposte vaghe e fumose oppure troppo articolate.

Infine il dottor Usuelli chiude con una raccomandazione: facciamo attenzione alle informazioni che troviamo sul web o sentiamo in TV! Quando si parla di persone anziane “sacrificate” per quelle più giovani perché in ospedale non ci sono più posti, ebbene, questo non è lo scenario attuale.

Ringrazio il dottor Usuelli per la disponibilità, ma ringrazio soprattutto tutto il personale medico e paramedico che si sta prodigando in questi giorni per far fronte a questa emergenza sanitaria del Coronavirus.

Ti ricordo di proteggere le persone più a rischio e di seguire tutte le raccomandazioni del Ministero della Salute.

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☀️ #allegralu

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