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Trovare una spiegazione del Coronavirus per i bambini non è facile, soprattutto perché dovremmo riuscire a informarli senza spaventarli.

Vedremo insieme come farlo e approfittarne perché ne traggano anche insegnamenti per la loro vita… e sicuramente impariamo qualcosa anche noi genitori!

Spiegare il Coronavirus senza panico.

Ovviamente il tipo di spiegazione si deve adattare all’età del bambino: dobbiamo usare una definizione che faccia riferimento a cose che conosce e che capisce.

In generale, però, credo che questo momento sia un’occasione unica per trasmettere loro un messaggio importante per la loro vita. Sarà essenziale far passare l’idea che è importante vivere questo momento con consapevolezza, ma anche con fiducia e positività. Niente, quindi, atteggiamenti di ansia a di panico, che sono reazioni istintive, ma non servono a proteggere nessuno. Tantomeno i nostri bambini.

Non sdrammatizziamo, però: il pericolo c’è e va affrontato nel modo giusto.

Come dice lo psicanalista e sociologo Umberto Galimberti in un’intervista proprio sull’argomento, bisogna avere la forza di raccontare ai bambini che esiste anche il male. Mi trovo d’accordo con questa visione del mondo: è giusto che i nostri figli imparino fin da piccoli che nella vita non va sempre tutto bene.

Bisogna, però, evitare di trasmettere ai bambini solo ansia e paura, altrimenti, da grandi, quando si troveranno di fronte alla prima difficoltà, ne resteranno spaventati e disorientati. Dobbiamo, invece, dare loro consapevolezza del problema, in modo che possano reagire nel modo migliore e con un atteggiamento costruttivo.

Ricordiamoci sempre che la consapevolezza insegna a prevenire, a comportarsi nel modo migliore, a supportarsi… insomma, insegna a vivere.

Coronavirus: ai bambini solo spiegazioni informate, calme e ragionate.

Se daremo loro spiegazioni con un tono calmo, informandoci prima sui siti e mezzi d’informazione competenti, dando loro l’idea che abbiamo tutto sotto controllo, i nostri bambini impareranno a vivere in un mondo fatto di difficoltà, sia il Coronavirus che qualsiasi altra, con consapevolezza e saranno in grado di affrontarle.

3 suggerimenti per dare una spiegazione dell’emergenza Coronavirus ai bambini che sia educativa.

L’importante è che tutto quello che raccontiamo ai nostri figli possa dare loro gli strumenti per capire la situazione che stiamo vivendo e gestirla in modo positivo e utile anche per il futuro.

1. Cos’è il virus?

Sempre Galimberti nell’intervista che ho citato prima, spiega che possiamo disegnare un corpo umano con i polmoni per aiutarci a spiegare come agisce il Coronavirus. Quindi potremo dire loro che c’è in giro un animaletto microscopico che entra nei polmoni, che fa tossire, che rende faticoso respirare, che fa venire la febbre e potrebbe far lacrimare gli occhi. Ma non dimentichiamoci di dire loro anche che a questi “animaletti” i polmoni dei bambini non piacciono. Quindi è bene dire una verità, ma semplificandola per adattarla all’età del bambino e alle domande che lui stesso inizia a porsi.

2. L’igiene è importantissima!

Questa è una cosa che dovremmo insegnare ai nostri bambini sempre. Ma nel caso specifico, in cui certe attenzioni sono fondamentali, le possiamo affrontare con un’attività ludica e partecipativa.

In questo periodo di Coronavirus, infatti, è più che mai necessario lavarsi le mani più volte nella giornata, stare a distanza di sicurezza dalle altre persone e non scambiarsi né cibo, né bicchiere, né posate con nessuno. Dobbiamo anche ricordarci di starnutire o tossire nell’incavo del gomito e non metterci le mani in bocca. Ecco, tutte queste cose si possono affrontare giocando.

Un suggerimento che vi dò e che coi bambini funziona sempre abbastanza bene, è quello di fare il gioco dei ruoli. Ci possiamo trasformare in dottori e pazienti, ma anche far interagire i pupazzi preferiti dei nostri bimbi e far loro fare tutte queste attività. Il tutto rendendo i bambini attivi e partecipi, cosicché possano capire bene queste regole e interiorizzarle in modo efficace.

3. Non dimentichiamo la solidarietà.

Non è sicuramente una cosa scontata, ma non dobbiamo sottovalutarla. Mentre per le regole di igiene e convivenza siamo informati da tutte le direzioni, trasmettere i valori della solidarietà civica dipende soprattutto da noi genitori.
Il nostro ruolo di educatori comporta, infatti, un’enorme responsabilità nel trasmettere questo valore ai nostri figli e diventa fondamentale soprattutto in situazioni di emergenza.

Anche in questo caso ci viene in soccorso il gioco. Possiamo spiegare ai nostri bambini che l’importante non è pensare di preservare dal Coronavirus solo se stessi, ma dobbiamo anche aver cura degli altri. Lo possiamo fare, ad esempio, compilando delle liste di azioni che aiutano la comunità a proteggersi reciprocamente. Ad esempio, possiamo dire che “dobbiamo stare a casa per proteggere chi è più debole e potrebbe ammalarsi facilmente”, come i nonni, oppure che “quando si sta in fila, non bisogna stare tutti vicini”, e così via. Questa lista la possiamo far diventare anche una filastrocca o una canzoncina. L’importante è che passi il concetto che anche gli altri vanno protetti, esattamente come vogliamo proteggere noi stessi.

In questo momento di emergenza, possiamo inoltre far capire ai nostri bambini che ci sono persone più grandi che, per difendersi dal Coronavirus che a loro può fare davvero male, stanno chiuse in casa, ma, invece di essere insieme a mamma, papà e fratellini, sono sole. Possiamo, però, portare assistenza a queste persone anche a distanza, anche solo con una telefonata.

Questa emergenza può insegnare a grandi e piccoli che il male, il Coronavirus, c’è, inutile negarlo. Ma uniti e rispettandoci gli uni con gli altri possiamo aiutarci a superarlo. E ricordiamoci anche che, soprattutto di fronte al male, non ha nessuna importanza il colore della pelle, i confini… siamo tutti ugualmente fragili.

Possiamo, noi genitori, cogliere questa occasione per rendere sempre più consapevoli i nostri figli del fatto che l’altro è proprio uguale a noi e per questo va protetto come vorremo proteggere noi stessi.

E a te, cosa sta insegnando l’emergenza Coronavirus? Raccontami nei commenti le tue esperienze di quarantena.

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☀️ #allegralu

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