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Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di crescere dei bambini bilingue?
Voglio raccontarti quali sono le cose positive che il bilinguismo porta con sé, ma anche quelli che a volte pensiamo possano essere dei rischi per i nostri figli.


Se anche solo una persona ti ha detto di non introdurre una seconda lingua nella quotidianità di tuo figlio o se tu stesso hai dei dubbi o delle paure, qui puoi trovare tante risposte utili.

Perché scegliere di crescere un bambino bilingue?

A volte è una scelta spontanea, se mamma e papà sono di due nazionalità diverse o se si vive all’estero. Ma se, come nel nostro caso, si è entrambi italiani e si vive in Italia, quella di introdurre da subito una seconda lingua nella vita di nostro figlio è stata una scelta fatta a tavolino.
È stata ben ponderata, soprattutto alla luce dei numerosi vantaggi che derivano dall’essere bilingue e che ti sto per elencare, tutti comprovati da numerosissime ricerche e come abbiamo già visto anche in “Perché crescere bambini bilingue? I vantaggi di parlare una seconda lingua

I bambini bilingue hanno un migliore sviluppo cognitivo.

Lo sviluppo cognitivo è una fase molto delicata della crescita del bambino. Il bilinguismo sin dalla tenera età lo aiuta a migliorare le sue capacità cognitive proprio nella fase dello sviluppo. Tra i numerosi vantaggi che il bimbo bilingue ne potrà trarre da adulto è sicuramente una migliore capacità di problem solving. Inoltre, se si trovano in una situazione inusuale e nuova, la vivono con più facilità e serenità.
Questo deriva loro dal fatto di essere abituati fin da subito a doversela cavare con due lingue e questo li aiuta a imparare a gestire meglio le situazioni impreviste e fuori dalla loro routine.
Infine sviluppano anche una maggiore capacità di concentrazione.

Crescere bilingue aiuta anche a scuola.

Se cresciamo nostro figlio bilingue, una volta che inizierà il percorso di apprendimento scolastico, sarà notevolmente facilitato perché avrà sviluppato migliori capacità analitiche. Ha dovuto iniziare da piccolissimo, infatti, ad analizzare e imparare ad usare due lingue, due lessici e due grammatiche e questo lo aiuterà ad imparare ad analizzare meglio tutte le problematiche.


Bilinguismo è anche empatia.


Affrontare fin dalla più tenera età l’incontro con una nuova lingua e una nuova cultura lo porterà a essere più tollerante e ad accettare meglio le differenze. Sarà abituato a vedere le cose da più punti di vista e diventerà, così, una persona più aperta ed empatica, riuscendo più facilmente ad entrare in sintonia con gli altri.

Quelli che abbiamo visto finora sono vantaggi più generali e a lungo termine, che caratterizzano il modo di essere di chi è stato cresciuto bilingue.


I vantaggi pratici che si notano da subito.

Ci sono altri vantaggi, più diretti e pratici, che io stessa, da genitore, quando mio figlio ha iniziato a parlarmi in inglese, a circa 2 anni, ho notato da subito.
Per prima cosa mi sono accorta che parlargli un’altra lingua, per me l’inglese, ma potrebbe essere una qualsiasi, ha migliorato notevolmente la qualità del tempo che passo con lui. Parlare la lingua straniera con i nostri bambini è un punto chiave per la loro acquisizione, quindi, anche senza rendercene conto, noi genitori facciamo più attenzione a quello che si dice e a come lo si dice. Personalmente, ad esempio, ho notato che mi diverto molto di più a giocare con lui in inglese piuttosto che in italiano, che è la mia lingua madre. Se parlassi sempre in italiano con mio figlio, darei per scontate un sacco di cose alle quali, parlando in inglese, presto molta più attenzione. Il coinvolgimento tra noi genitori e i bambini è molto intenso. Questo fa sì, anche, che il rapporto tra noi e i nostri figli, diventi ancora più profondo.


I vantaggi per il futuro dei nostri figli.


Pensa che se cresci tuo figlio bilingue, non farà alcuna fatica ad imparare le lingue straniere. Quindi, arrivato a scuola, si eviterà tutto quello sforzo che ciascuno di noi ha fatto per imparare e perfezionare l’inglese o qualsiasi lingua abbia studiato, risparmiando anche tempo!
Per un bambino che cresce bilingue, tutto questo sarà automatico. Che ne dici, crescerlo bilingue non è fargli un gran bel regalo?
Ne abbiamo parlato anche nel post “ Diamo ai nostri figli gli strumenti: Il consiglio della mamma di BlaBlaCar”.


I vantaggi relazionali del bilinguismo.

Oltre ai vantaggi più pratici, l’essere bilingue aiuta i nostri bambini ad essere più socievoli e a non inibirsi quando incontrano qualcuno che non parla italiano. Mio figlio, ad esempio, parla inglese con una grande tranquillità quando incontriamo qualcuno di straniero o quando siamo in viaggio.


I vantaggi professionali per il loro domani.


Nonostante mio figlio abbia ancora una tenerissima età, riesco già a vedere per lui dei vantaggi, nell’essere bilingue, che lo agevoleranno nel mondo del lavoro. Come dimostrano molti studi, il mercato del lavoro è in grande evoluzione e tra vent’anni, sarà decisamente più competitivo di quello che è adesso. Partire conoscendo già almeno due lingue, sarà sicuramente un vantaggio per i nostri figli.
Inoltre, essere bilingue, aiuta anche ad apprendere ulteriori nuove lingue straniere da adulti, perché più lingue sai, meno fatica fai a imparare le altre.
Avrà anche migliori possibilità di studio perché, banalmente, saprà fare le ricerche online anche in un’altra lingua e potrà scoprire cose che magari cercando in una sola lingua non compaiono nei risultati.
Di sicuro il conoscere una seconda lingua già da bambino, sarà fonte di opportunità quando sarà grande, in qualsiasi ambito.

Potrà anche capitare che, crescendo, mio figlio non vorrà utilizzare il suo essere bilingue e rimarrà ancorato alla sua città. Ma a quel punto sarà una sua scelta e non sarà perché non ha i mezzi per poter valutare altre ipotesi.


Crescere bilingue aumenta l’autostima.

È un vantaggio che ho lasciato per ultimo, ma forse è il più importante. Essere bilingue fa aumentare l’autostima. Questo dipende da tutto ciò che ho raccontato finora, e, soprattutto, dal fatto che apprendere un’altra lingua fin da piccoli aiuta ad analizzare meglio le situazioni e a trovare soluzioni migliori, quindi a non farli sentire impreparati e inadeguati di fronte alla vita.


Più che svantaggi, il bilinguismo genera situazioni che a volte temiamo.

Come abbiamo visto, crescere un bambino bilingue fin dalla più tenera età porta con sé numerosi vantaggi, ma quali sono, invece, gli ostacoli che dobbiamo superare?
Si tratta soprattutto di situazioni a cui non siamo abituati e che tendiamo a temere. In realtà si tratta di situazioni semplicemente diverse, ma che dovremo conoscere per affrontarle al meglio. Prima o poi tutti genitori di bimbi bilingue si troveranno a doverle affrontare.

Parlare due lingue coi bambini non li manda in confusione.

Un luogo comune abbastanza diffuso è quello secondo cui parlare due lingue a un bambino molto piccolo genera in lui confusione.
Vorrei quindi rassicurarti che tutti quei pediatri ed educatori che ti dicono di smettere di parlare una seconda lingua a tuo figlio piccolo per non creargli problemi, svantaggi o confusione, ti stanno dando un’informazione che non è assolutamente vera.
Naturalmente prima di dire chiaramente la mia opinione così, pubblicamente, mi sono documentata a fondo e ho trovato davvero moltissime ricerche a livello mondiale che dicono l’esatto contrario. Lo stesso dovrebbero fare queste figure istituzionali che hanno così grande influenza su noi genitori, proprio perché li riteniamo molto più competenti di noi.

Lo sviluppo linguistico del bambino bilingue è identico a quello di un bambino che parla una sola lingua.

Se uno dei timori che più ti assilla e ti blocca dal crescere tuo figlio bilingue è quello che lo sviluppo linguistico ne risenta, non ti preoccupare. Un bambino cresciuto nel bilinguismo ha lo stesso identico sviluppo linguistico di un bambino cresciuto con una sola lingua. Le uniche differenze esistono solo all’inizio. A parità di età, un bambino che conosce due lingue, infatti, conosce lo stesso numero di parole di un bambino che ne conosce una sola, infatti. Solo che il bimbo bilingue suddivide quel numero di vocaboli tra le due lingue, quindi, apparentemente, conosce meno parole.

In pratica, all’inizio, invece di conoscere 50 parole solo in italiano, ne conoscerà 25 in italiano e 25 in inglese. Quindi, con un uguale tempo di esposizione alle due lingue, ad esempio per 4 ore parliamo in inglese al nostro bimbo e per per 4 ore in italiano, all’inizio c’è sì un deficit nella conoscenza del lessico in ciascuna lingua, ma che si appiana serenamente tra i 4 e i 5 anni.

Nelle prime fasi del bilinguismo insorge una certa lentezza.

Personalmente, ho anche notato, osservando mio figlio, una certa lentezza a volte nell’esporre una frase. Cioè: a volte mio figlio ci impiega un po’ più tempo a formulare una frase, soprattutto se si sta confrontando con persone che sa che conoscono entrambe le lingue, inglese e italiano. Ma anche in questo caso si tratta solo di una questione momentanea di elaborazione. A volte, infatti, dà proprio l’impressione di dover scegliere, mentalmente, la lingua in cui esprimersi, per questo sembra lento. Una volta fatta la scelta, però, non c’è più alcun problema. Volendo farti un esempio pratico: se siamo io, il mio bambino e sua nonna, io e la nonna parliamo in italiano. Se mio figlio vuole dire una cosa, prima di parlare si ferma un attimo a pensare se usare l’inglese o l’italiano. Spesso capita che faccia un miscuglio, ma più avanti vedremo perché. Si tratta infatti di fenomeni di “code mixing” o “code switching”.
In realtà questa sorta di lentezza emerge solo se si trova a interagire con persone che sa che parlano entrambe le lingue. Se si trova di fronte persone che parlano una sola lingua, invece, allora va via liscio come l’olio.

Siamo per primi noi genitori che ci dobbiamo liberare dalle ansie.

Credo, infatti, che siamo per primi noi genitori a crearci dei problemi riguardo l’apprendimento linguistico dei nostri figli.
Dovremmo iniziare a non preoccuparci della lentezza nell’acquisizione delle lingue da parte dei nostri bimbi. È vero, sono un po’ più lenti, rispetto agli altri, ma non ci dobbiamo spaventare!
Personalmente noto che i coetanei di mio figlio parlano da sempre meglio di lui, a volte anche molto meglio. Però, ora che ha superato i 3 anni, li sta raggiungendo senza problemi. Dobbiamo solo avere pazienza.

Non è il bilinguismo a causare disturbi di acquisizione della lingua.

Secondo questo diffusissimo luogo comune, se un bambino è dislessico ed è stato cresciuto acquisendo due lingue, si tende a pensare che sia il fatto di essere bilingue ad aver causato la dislessia. In realtà un disturbo come la dislessia si manifesterebbe indipendentemente dal numero di lingue che il bambino apprende nell’infanzia.
Questo vale per ogni ambito dei disturbi dell’apprendimento linguistico. Allo stesso modo, infatti, se mio figlio avesse iniziato a parlare a 3 anni, in ritardo rispetto alla media degli altri bambini, non sarebbe stato per via del bilinguismo.
Come abbiamo visto sopra, il bilinguismo può portare a un leggero ritardo nel lessico, ma non è assolutamente causa di disturbi del linguaggio ben più seri e indipendenti dal numero di lingue a cui si è esposti.

Code mixing e code switching: non sono assolutamente uno svantaggio.

Il code mixing, cioè dei mescolamenti lessicali o grammaticali tra le due lingue, e il code switching, ovvero quando nella stessa frase il bimbo usa sia parole in una lingue che nell’altra, sono due fenomeni che dobbiamo assolutamente leggere in chiave positiva.
Quando mio figlio ha iniziato a parlare in inglese, la cosa che mi ha sempre fatto sorridere era la parola “moona”, che per lui indicava la luna e era proprio un mix tra l’inglese “moon” e l’italiano “luna”. Oppure mi diceva “io sono paura” semplicemente perché in inglese si usa proprio il verbo essere, “I’m scared”. Sono sicura che se anche con tuo figlio hai iniziato un percorso di bilinguismo e sta iniziando a parlare, questa cosa la starai vivendo sulla tua pelle, per cui sorridici su, perché poi sparisce naturalmente.
Sembrerebbe che mio figlio, a 3 anni, stia già superando la fase del code mixing, ma, documentandomi, ho scoperto che i bambini che crescono multilingue, cioè sottoposti a più di una lingua straniera, per i primi anni possano dire diverse cose senza senso. Ciò è dovuto al fatto che fanno tanto code mixing, ma poi si sbloccano e improvvisamente parlano tutte le lingue distintamente e bene.
Inoltre è utile sapere che i bambini bilingue o multilingue iniziano a conoscere perfettamente le lingue che stanno apprendendo, quando fanno, invece, code switching. Quando, cioè, nella frase mescolano gli idiomi.
Questo meccanismo succede quando hanno una tale padronanza linguistica che, parlando, usano quello che viene loro più comodo. Ma lo fanno solo con chi sanno che li può capire, quindi con chi sanno conoscere le lingue che stanno mescolando. Mio figlio, ad esempio, sa benissimo che io parlo sia inglese che italiano, perciò, quando mi dice frasi tipo “Mommy, dai, go!” va benissimo. Soprattutto perché sa che con me se lo può permettere. Mentre se è consapevole che la persona con cui sta parlando conosce una sola lingua, non lo fa quasi mai, a meno che non conosca, nella lingua in cui sta parlando, uno dei vocaboli che vuole utilizzare.

Spero di aver passato in rassegna non solo i vantaggi del crescere un bambino bilingue, ma anche averti fatto capire che quelli che potrebbero sembrare svantaggi, in realtà non lo sono. È bene, però conoscerli a fondo per non lasciarsi prendere dall’ansia. Nel post “Insegnare le lingue ai bambini: quando cominciare”, inoltre, potrai trovare anche consigli utili per incominciare, qualsiasi sia l’età del tuo bambino.
Se questo post ti è servito a chiarirti le idee sul bilinguismo, fammelo sapere nei commenti, così come se hai ancora delle domande alle quali non sai dare una risposta.

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☀️ #allegralu

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