Dietro ai disturbi alimentari dei bambini possono esserci delle problematiche, e io, avendo un bambino molto piccolo ma molto vorace mi sono rivolta a degli specialisti per avere alcune risposte.

Sono andata, così, a trovare Foodnet, un’associazione che si occupa della prevenzione dei disturbi alimentari. Organizzano anche interventi nelle scuole per rendere i bambini consapevoli del legame tra cibo ed emozioni.

Non è detto che un bambino in sovrappeso abbia un disturbo alimentare; a volte necessita solo di un buon nutrizionista che gli dia delle regole.

Quando insorgono i disturbi alimentari nei bambini.

Parlando con gli esperti di Foodnet ho scoperto che tali disturbi possono insorgere dalla primissima infanzia. Successivamente entrano in un periodo di latenza, essendo il bambino maggiormente occupato dalla crescita e dallo sviluppo cognitivo, per poi ricomparire nella preadolescenza dove il ragazzino deve affrontare problematiche sociali e relazionali. Questo è il periodo in cui il bambino inizia a porsi domande sul proprio io, sul proprio corpo e su come rapportarsi al mondo esterno.

Come fare a capire se nostro figlio ha un disturbo alimentare.

È molto importante osservare se i nostri bambini portano all’estremo alcuni comportamenti relativi al cibo. Ad esempio se sono troppo selettivi e mangiano sempre e solo un tipo di alimento, o se sfogano nel cibo i loro stati d’animo e le loro preoccupazioni. Gli esperti, per spiegarmi bene le manifestazioni di questi disturbi, mi hanno fatto due esempi: una bambina in un caso, si sfogava mangiando delle merendine, che aveva precedentemente nascosto, tutte le volte che riportava un insuccesso sportivo. Un altro bambino aveva invece deciso di mangiare solo pasta al pomodoro.

Perchè un bambino dovrebbe avere un brutto rapporto col cibo?

Prendere brutti voti a scuola, avere difficoltà a relazionarsi con amici o compagni, insuccessi sportivi… Sono tutti eventi che possono dare origine a dei disturbi alimentari nei bambini. Questi, infatti, non riuscendo a gestire le emozioni in modo appropriato, tentano di mitigare un disagio emotivo con il cibo.

Come possiamo aiutare i nostri figli?

Se osserviamo nei nostri bimbi uno strano comportamenti alimentare, può essere utile parlarne prima con loro, provare a capire se esiste un legame con un qualche evento che stanno vivendo. Se invece tale comportamento diviene ripetitivo può valere la pena consultare uno specialista. Abbiamo anche la possibilità di provare a fare un gioco, con i nostri figli dagli 8 anni, per dare loro consapevolezza del legame tra emozioni e cibo. Questo ci aiuterà a prevenire possibili disturbi alimentari.

Foodnet, ad esempio, ha uno sportello online di ascolto e assistenza e sta portando avanti anche tanti progetti nelle scuole che hanno portato a ottimi risultati nella prevenzione del disagio alimentare. Personalmente lo sto già facendo, ma invito anche te a sostenere questo progetto, perché credo possa realmente cambiare la vita dei nostri bambini.

Ti sembra che i tuoi bambini abbiano comportamenti alimentari sospetti? Hai dovuto già affrontare disagi alimentari coi tuoi figli? Raccontacelo nei commenti!

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☀️ #allegralu

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