Stiamo educando i nostri bambini a salvaguardare il pianeta?

In occasione di #FridayForFuture ho realizzato un video in cui ti racconto la mia esperienza con il mio bambino di due anni.

A seguito dell’onda mediatica scatenata da Greta Thunberg (sì la pronuncia nel video è proprio quella svedese!) e dei suoi scioperi per il cambiamento climatico, ti propongo delle cose semplicissime da attuare, ma fondamentali per il rispetto dell’ambiente e che, noi genitori, dobbiamo assolutamente insegnare ai nostri bambini.

Così impareranno a tenere in ordine e pulita, in modo sostenibile, la loro casa.

E con casa non intendo solo quella tra quattro mura dove abitiamo, ma quella più grande e preziosa, dove viviamo tutti, cioè il nostro pianeta.

Ma prima di dirti quali sono le cose che insegno al mio bambino, vorrei cominciare raccontandoti quello che mi passa per la testa ogni volta che vedo Greta in televisione. Indipendentemente da quello che i nostri figli faranno da grandi, come lavoro o professione, dovranno assolutamente avere una grande consapevolezza di ciò che fa bene e di ciò che nuoce alla nostra Terra. Così lo potranno applicare costantemente in ogni aspetto della loro vita, privata e lavorativa.
Ad esempio, se faranno il parrucchiere, sarebbe bene che imparassero, mentre stanno lavando la testa al proprio cliente, a spegnere l’acqua se non necessaria; in caso diventassero degli amministratori delegati, dovranno attuare nella loro azienda delle politiche sostenibili. Tutto questo dovrà diventare talmente istintivo per loro, che non ci penseranno nemmeno: sarà il modo normale di lavorare. E vivere.

Ci sono dei valori che i nostri figli devono assorbire fin dall’infanzia e questa responsabilità è soltanto nostra.
Non si tratta di fare dell’utopia, ma se riusciamo a crescere un’intera generazione “green”, che vive in modo sostenibile, le buone pratiche si riusciranno ad applicare molto meglio.

Veniamo dunque alle 5 cose che sto insegnando al mio bimbo per crescere in modo sostenibile.

Si tratta di semplici e piccoli accorgimenti, che, però, possono fare la differenza.

1. L’acqua: quale bambino non ama sguazzare nell’acqua? Il mio non è certo diverso dagli altri! Ogni volta che lo vedo giocare con l’acqua, però, gli ricordo che si tratta di un bene molto prezioso e che non va sprecato solo per divertimento. So di essere un po’ ripetitiva, ma non importa. Ad esempio, per un anno si era fissato con il rubinetto del bidet, con conseguenti allagamenti e magliette fradice. Allora mi sono messa alla sua altezza, ho chiuso il rubinetto e gli ho spiegato perché l’acqua è così preziosa e non è bene che si giochi in quel modo. Inoltre lo distraevo subito con altre cose da fare, e così, oltre a mettere in pratica un atteggiamento utile per salvaguardare il pianeta, evitavo capricci e crisi di pianto.
Un’altra cosa che facciamo sempre insieme è chiudere l’acqua mentre ci laviamo i denti o cercare di gestire il bagnetto senza riempire la vasca completamente (perché i nostri figli non moriranno di freddo!) e riutilizzando l’acqua per giocare a fare i travasi mentre lo sto lavando. Cerchiamo, insomma, di gestire l’acqua in modo attento e sostenibile.

2. La spazzatura: si dice che i bambini assorbano come spugne e questo chi è genitore lo sa benissimo. Fin da quando il mio bambino è stato in grado di capire, gli ho fatto vedere che c’è il bidone dove buttare la carta, la plastica, l’indifferenziato e l’umido. E lui butta sempre il vasetto dello yogurt nella plastica, le cartacce nella carta e il biscottino avanzato nell’umido. Non so come faccia a distinguere i materiali e, infatti, non azzecca sempre, ma non sbaglia poi così spesso.

3. Le carte per terra: mai in casa, mai fuori casa. Sembra ovvio, ma non lo è per niente.
I nostri figli sanno benissimo distinguere una cartaccia appallottolata da una pallina, perché se mio figlio deve buttare per terra una pallina, non si fa nessuna remora e la lancia, mentre se ha in mano una cartaccia, mi chiede sempre prima. I nostri figli sanno distinguere quello che si può e quello che non si può fare, quindi possiamo insegnare loro il rispetto per l’ambiente
qualsiasi esso sia, dal pavimento di casa, alla spiaggia, al parco… Anche non gettare carte a terra è un punto importante in un’educazione non solo sostenibile, ma anche rispettosa.

4. La pulizia: ogni volta che andiamo via da un posto, verifico con lui di non aver lasciato qualcosa in giro, perché dobbiamo sempre lasciare ogni luogo come lo abbiamo trovato e nessuno si deve rendere conto del nostro passaggio. L’esempio più tipico è il parchetto o la spiaggia. Quest’estate, ad esempio, prima di lasciare la spiaggia, controllavamo di non aver lasciato immondizia, ma cercavamo anche di buttare, selezionandoli, i rifiuti lasciati dagli altri. Lui mi ha aiutata a selezionare tappi, mozziconi di sigarette, bastoncini dei lecca lecca… ovviamente non li facevo raccogliere a lui, ma me li facevo indicare. Per lui era quasi un gioco, ma così gli ho insegnato un altro modo di vivere sostenibile.

5. Il rispetto per la natura: spesso i bambini tendono a strappare le piante e a calpestare gli insetti. Ne ho avuto la prova quest’estate quando mio figlio voleva strappare le foglie alle piante della nonna e fare strage di formiche. Per lui era un gioco, non si rendeva conto che fossero vive, ma, in qualche modo, ho provato a spiegarglielo. Gli ho raccontato che, come lui aveva voglia di giocare, probabilmente anche le formiche avrebbero voluto farlo. Quindi, calpestandole, non avrebbero potuto più giocare. Con questa breve e semplice conversazione, però, sono riuscita a fargli capire che anche una formica, come un bambino, gioca, ma che se viene calpestata non avrà più la possibilità di farlo. Un modo elementare, ma efficace per renderlo consapevole che in natura, anche se diverse da noi, esistono tante altre creature vive.

Questi sono 5 punti chiave che ho deciso, un po’ a tavolino, di affrontare cercando di dare un’educazione sostenibile a mio figlio.

Ma ci sono tantissimi altri atteggiamenti che imparano semplicemente vedendo come noi genitori ci comportiamo.

Ad esempio, in casa nostra diamo molta importanza al riciclo, di libri, giocattoli, attrezzature per l’infanzia, vestiti… Credo anche di avergli trasmesso l’amore per il legno scegliendolo spesso al posto della plastica (ad esempio nei giochi). Ma anche l’evitare di mettere montagne di cibo nel suo piatto per evitare che poi, evidentemente, lo avanzi e vada sprecato.

Un’educazione sostenibile parte da dei punti fermi, è vero, ma sono i comportamenti quotidiani di noi genitori a fare la differenza. Raccontami nei commenti in che modo stai crescendo il tuo bambino e cosa gli insegni per aiutare il nostro pianeta, perché più
consigli riceviamo e più tutti possiamo imparare e migliorare.

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☀️ #allegralu
#fridayforfuture

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