Vediamo insieme cos’è e cosa prevede il “Family Act”, un disegno di legge pensato per la famiglia.

Vantaggi per tutte le famiglie.

Per prima cosa chiariamo che tutte le novità che ti sto per illustrare non saranno immediate. Alcuni di questi benefici potrebbero partire nel 2021 e saranno introdotti gradualmente, fino ad arrivare a regime tra non meno di due anni. Infatti tutte queste novità non partiranno contemporaneamente, ma saranno introdotte a scaglioni. Al momento quindi non è possibile ancora fare domanda, dobbiamo aspettare che vengano resi disponibili.

La bella notizia è che le novità del “Family Act” andranno a vantaggio di tutte le famiglie, perché saranno esigibili anche per i figli già nati.

Vediamo ora quali saranno queste novità.

1. Assegno universale.

Si tratta di un assegno, detto anche assegno unico, che sarà erogato per tutte le famiglie con uno o più figli. Si potrà cominciare a riceverlo già dal settimo mese di gravidanza e andrà avanti fino a che il figlio avrà compiuto i 18 anni. Se il figlio è disabile, però, non ci saranno limiti di età.

Si parla anche di un incremento di questo assegno universale del 20% dal secondo figlio. Finora non ci sono ancora notizie precise, ma mi auguro che l’aumento sia di figlio in figlio. Se l’aumento non sarà progressivo, infatti, l’assegno unico non avrebbe senso: significherebbe che con meno figli si avrebbero, in proporzione, più soldi… e questo non incentiverebbe le nascite di sicuro.

Ogni famiglia avrà diritto all’assegno universale. Si partirà da una quota minima che verrà aumentata in base all’ISEE, presumibilmente la sommatoria degli ISEE dei genitori che hanno riconosciuto il figlio.

L’entità dell’assegno universale dipenderà anche dall’età dei figli.

Si ipotizza, comunque, che la base di partenza, la cifra minima per ogni assegno, sia di 80 euro per il primo figlio, fino ad arrivare a un massimo di 160 euro. C’è anche chi vorrebbe aumentare queste cifre. Vedremo.

E se percepisco gli assegni famigliari?

Non ci saranno svantaggi, perché se già un genitore percepisce gli assegni famigliari, questi verranno integrati in modo da parificare la cifra percepita. In questo modo non ci saranno diseguaglianze.

Assegno universale: una rivoluzione culturale.

Penso che questa novità dell’assegno universale per i figli sia davvero una grande rivoluzione culturale per l’Italia, in quanto ci porterebbe ad allinearci con altri paesi europei.

Infatti, nel 1999, quando ero negli Stati Uniti per fare il mio anno scolastico all’estero, una mia amica svedese che avevo conosciuto lì, mi disse che ogni famiglia in Svezia percepiva dallo stato una consistente cifra per ogni figlio. Qui in Italia sarebbe già un ottimo traguardo riuscire ad ottenere un assegno anche più modesto, soprattutto perché va tutto visto in proporzione al costo della vita. La cosa che più mi aveva impressionata allora, però, era il fatto che, con questo sussidio, lei stava accantonando un gruzzoletto che le avrebbe permesso di farsi una vita indipendente dai genitori una volta finito il liceo.

Un investimento per il futuro.

Si tratta di un sostegno economico, infatti, che può essere utile immediatamente per le spese necessarie in modo che i nostri figli crescano con tutto ciò che è loro necessario, ma possiamo anche vederlo come un tesoretto da conservare per loro, in modo da poterli agevolare all’università o se si vorranno prendere un anno sabbatico per viaggiare intorno al mondo. Sarà comunque un piccolo portafoglio personale da spendere per qualcosa che li possa arricchire, aiutare a diventare persone autonome, fiere e consapevoli. Qualcosa che sia un’opportunità che possa aiutare i nostri figli a diventare grandi, come quello di cui avevamo parlato nel post “Diamo ai nostri figli gli strumenti: Il consiglio della mamma di BlaBlaCar“.

Sarebbe anche un’occasione per assorbire un po’ di quella “nordicità” che a noi genitori italiani, farebbe tanto bene.

2. Congedi parentali.

Il congedo parentale obbligatorio per i papà, di cui abbiamo già parlato nel post “Come funziona il congedo di paternità e come richiederlo”, con il “Family Act” diventerà di 10 giorni. Calcolando anche i week end, si potrà arrivare a due settimane di congedo. Un bel traguardo se pensiamo che nel 2010 la paternità obbligatoria era di un solo giorno!

Certo, l’ideale sarebbe che maternità e paternità obbligatorie possano diventare interscambiabili, ma questo è già un bel passo verso un traguardo così ambizioso.

Oltre al congedo obbligatorio, si prevede anche una durata minima di congedo parentale di due mesi, non cedibile all’altro genitore. Detto così non è per nulla chiaro. Per questo mi sono consultata anche con Michela Calculli, che chi segue AllegraLu sa che è la nostra esperta di fisco e famiglia. Grazie a lei ho capito che la mamma non potrà più fare sei mesi di congedo parentale senza che il papà faccia i suoi due mesi. In sostanza, i papà saranno obbligati ad usufruire di due mesi se li userà anche la mamma. Speriamo che questo non si riveli un’arma a doppio taglio!

Congedi parentali per i genitori lavoratori autonomi.

Un’altra grande novità, che segna un profondo cambiamento culturale è il fatto che, con il “Family Act” si prende seriamente in considerazione la posizione deii genitori che svolgono un lavoro autonomo.

Personalmente sono stata sia dipendente che libera professionista e posso garantire, senza che i dipendenti ne abbiano a male, che rispetto ai lavoratori con Partita IVA, loro sono davvero molto più tutelati!

Una volta, quando ero piccola, si dava per scontato che il lavoratore autonomo guadagnasse molto di più rispetto al dipendente. O almeno che facesse più “nero”, visto che i dipendenti erano obbligati a pagare le tasse fino all’ultimo centesimo. Effettivamente per qualcuno è stato davvero così. Questo era vissuto come un vantaggio che ripagava, in un certo senso, dei minori diritti che si avevano in fatto di tutela sociale.

Al giorno d’oggi, invece, essere lavoratore autonomo, soprattutto per certe mamme, come abbiamo valutato nel post “Diventare mamma freelance: quali valutazioni fare?”, è una scelta di vita che ha bisogno di essere supportata. Infatti attualmente molti autonomi non guadagnano tanto di più di un dipendente, anzi, a volte anche meno! Se togliamo loro anche i diritti basilari, ci ritroviamo a penalizzare soprattutto le donne.

Ovviamente presupponendo che tutti paghino regolarmente le tasse, altrimenti ci sarebbe un grande problema di fondo…

Il permesso retribuito per i colloqui con gli insegnanti.

Sempre per quanto riguarda i congedi parentali, con il “Family Act” si prevede di introdurre anche un pacchetto di 5 ore all’anno di permessi retribuiti da destinare ai colloqui con gli insegnanti. Speriamo che questo permesso speciale venga usufruito sia dalle mamme che dai papà.

3. Riorganizzazione dei bonus.

Partendo dai bonus attualmente attivati, come abbiamo visto nel post “Il bonus nido 2020 e i bonus fiscali per la famiglia: tutte le novità”, con il “Family Act” ci sarà una vera e propria ristrutturazione. Verranno rivisti e riorganizzati i bonus per il nido e tutte le strutture che ci aiutano coi bambini più piccoli. Saranno, inoltre, introdotti anche degli aiuti specifici per chi avesse figli con disturbi dell’apprendimento. Sono allo studio anche agevolazioni per l’acquisto dei libri per la scuola secondaria di primo e secondo grado, per le spese sostenute per le gite scolastiche, per le attività sportive, per corsi di arte, di musica, di lingue

Personalmente, ormai chi mi segue lo sa, sogno una scuola pubblica bilingue, dove la seconda lingua possa essere introdotta e insegnata da subito, senza bisogno di impararla, con maggiore fatica, da più grandi. Ma, come dicevamo prima, sono tutti piccoli passi che ci conducono gradualmente alla meta.

4. Istruzione universitaria.

Il “Family Act” pensa anche all’istruzione universitaria e introduce la possibilità, per i genitori che hanno figli che studiano fuori sede, di detrarre le spese per l’affitto. Inoltre, sarà possibile detrarre anche le spese per i libri e altro. Questo sgravio fiscale è stato pensato per evitare l’abbandono dei corsi universitari. Ma siamo sicuri che se un ragazzo abbandona l’università entro i primi due anni lo fa per problemi economici e non perché ha capito che non è la sua strada?

Non sarebbe forse meglio istituire delle “università professionali” dove, accanto allo studio e alla cultura, si impari anche a fare il falegname, l’elettricista, l’idraulico… in pratica.

Incentivare l’accesso agli studi universitari è giusto e va fatto, ma la scelta del corso accademico deve essere fatta secondo anche quelle che sono le aspirazioni e le inclinazioni dei nostri ragazzi. Non siamo tutti fatti per stare all’università a studiare e non c’è assolutamente nulla di male in questo.

Per questo rivaluterei l’apprendimento dei lavori manuali, piuttosto che spiegare a tutti i ragazzi come diventare avvocati. Il rischio potrebbe essere quello di affrontare un percorso di studi universitari senza passione o propensione, ma solo per assecondare il desiderio di rivalsa dei propri genitori, come mi è capitato di veder fare a molte persone della mia generazione.

5. Sostegno al lavoro.

In questo campo il “Family Act” è molto dettagliato, per questo qui metterò in evidenza quelle voci che ritengo le più importanti.

La prima cosa che mi è saltata all’occhio è che verranno introdotti dei premi per quei datori di lavoro che realizzano politiche aziendali capaci di armonizzare la vita privata e il lavoro. Per intenderci, ad esempio, chi implementerà lo smart working nella routine quotidiana dell’ufficio, avrà dei vantaggi. Sicuramente questo è un punto che l’emergenza Covid ha messo bene in evidenza: speriamo che abbia insegnato qualcosa.

A secondo del reddito della famiglia, inoltre, si potranno detrarre o dedurre le spese sostenute per colf, badanti e baby sitter. Provvedimento che ci auguriamo possa incentivare a mettere in regola molte delle persone che aiutano le nostre famiglie.

6. Incentivi al lavoro femminile.

Con il “Family Act” il governo sta studiando di introdurre un’indennità integrativa della retribuzione per le mamme lavoratrici, erogata dall’INPS per il periodo in cui rientreranno al lavoro dopo il congedo obbligatorio. Lo scopo di questo contributo è essenzialmente quello di consentire alle mamme di continuare a lavorare anziché abbandonare per rimanere a casa a badare al bambino. Sappiamo bene, infatti, che la gestione di un bambino nei primi mesi della sua vita ha davvero grandi costi e a volte le mamme rinunciano al loro stipendio, che tanto andrebbe tutto destinato alla baby sitter o alla retta dell’asilo nido.

Infine, uno degli aspetti che trovo più interessanti è quello per cui si sta valutando un modo per incentivare la creazione di startup femminili, prevedendo anche un accompagnamento per i primi due anni di attività. Questo è un argomento che mi sta molto a cuore, soprattutto perché, come abbiamo visto già in altri post, come ad esempio “Cambiare lavoro dopo la maternità: Marta e Babylodge.it”, noi mamme abbiamo un potenziale incredibile, ma a volte abbiamo delle difficoltà puramente pratiche per poter affrontare una scelta imprenditoriale di questo tipo.

7. Giovani coppie.

Il “Family Act” non pensa solo alle famiglie già formate, ma anche a quelle che verranno. Per questo si prevede un’agevolazione per l’affitto della prima casa per giovani coppie sotto i 35 anni.

Ecco dunque tutte le novità più importanti che dovrebbero essere introdotte nei prossimi due anni con il “Family Act”.
Mi piacerebbe sapere qual è quella che più ti interessa, sulla quale conterai di più, e quella, invece, che ti lascia più in dubbio.

Come hai visto, la mia opinione te l’ho data strada facendo, ma vorrei comunque concludere con un giudizio globale. Credo infatti che il “Family Act” sia davvero un grande passo avanti che ci potrà portare nella direzione giusta per incentivare le nascite, per poterci dare gli strumenti adatti per crescere i nostri figli e, soprattutto, rendere la vita delle mamme e dei papà davvero più paritaria.

Resta il grande dubbio di come si potranno reperire tutti questi fondi. Sicuramente ci sono alle spalle grandi calcoli finanziari, ma, personalmente, mi auguro che ci sia dietro anche un grande progetto di civilizzazione. Noi italiani, dovremmo per prima cosa avere rispetto gli uni degli altri: se tutti ci comportassimo in modo corretto, infatti, i benefici andrebbero a favore di tutti, non solo dei furbi.

Aspetto i tuoi commenti riguardo il “Family Act” e i vari provvedimenti qui sotto nei commenti.

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☀️#allegralu

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