Se stiamo crescendo un figlio unico ci sono cose a cui dobbiamo fare molta attenzione.

Oggi vorrei parlarti di figli unici perché il tema lo trovo sempre un po’ “spinoso” e delicato allo stesso tempo.
L’altra sera, a cena con amici, ognuno dei presenti ha difeso la sua teoria sul figlio unico: è un bene o un male? Ci sono rischi o meno? C’era chi era molto fiero di avere un figlio solo, chi avrebbe voluto averne più di uno, ma non gli è stato possibile per diverse ragioni, chi voleva un unico bimbo per dargli tutto il possibile e garantirgli un futuro. C’era anche chi non ne voleva fare un altro nemmeno per un milione di dollari o chi temeva di crescerlo egoista e viziato così ne avrebbe voluti avere altri.

Sono allora andata dalla pedagogista Marta Stella Bruzzone e le ho chiesto se e quali rischi si potrebbero correre crescendo un figlio unico.

La cosa che ho capito subito è che noi genitori di figli unici dobbiamo essere consapevoli che può essere più facile cadere, involontariamente, in diverse “trappole d’amore”. Non lo facciamo di proposito, ma tendiamo a dare tanto ai nostri bambini. Facilmente, poi, ci scappa la mano e il “tanto” diventa subito “troppo”.

Marta Stella Bruzzone ci mette subito in guardia: il primo errore che fa un genitore di figlio unico è “metterlo sul trono” e proiettare su di lui troppe aspettative. Ma cosa intende la dottoressa con mettere il “figlio sul trono”? Ecco, è quello che succede quando il genitore tende ad anticipare ogni sua richiesta. Genitori e nonni lo fanno perché sono contenti di avere il bambino lì con loro, e allora lo riempiono di regalini, gelati e caramelle, ma non vuol dire che ogni loro “voglio” corrisponda a una vera necessità. Anche perché spesso nei bambini, questi capricci sono indice di altri problemi, quali la stanchezza o la paura.

Attenzione, quindi, a non trasformare un figlio unico in un egocentrico.

Già, perché questo desiderio di assecondare tutte le voglie del nostro bambino, perché temiamo, magari, di deluderlo dicendogli di “no” (anche perché i “no” aiutano a crescere!) o anche solo perché vogliamo semplificarci la vita, rischia nel tempo di creare in lui forme di egoismo ed egocentrismo. Ma potrebbe anche verificarsi la situazione opposta, cioè che diventi eccessivamente altruista, per farsi sempre voler bene da tutti e non sentirsi solo. Il problema è che entrambe queste situazioni potrebbero avere delle grandi ripercussioni nella sua vita.

Ce lo conferma anche la pedagogista. Infatti avere sempre tutto, a volte addirittura prima di chiederlo, fa venir meno tutto il discorso dell’attesa. Quanto è importante e bello desiderare qualcosa? Se tutto gli arriva subito, perché c’è sempre qualcuno pronto ad accontentarlo, il nostro figlio unico non imparerà a desiderare. E non svilupperà il senso della conquista, dell’imparare che, per raggiungere un obiettivo, seppur piccolo, bisogna impegnarsi, stabilire un percorso e seguirlo in un certo modo. Non si può avere tutto e subito.

Un detto canadese dice che un genitore deve dare al proprio figlio un nido e le ali: il nido, cioè protezione e sicurezza e le ali, cioè la capacità di volare via e rendersi il più autonomo e indipendente possibile.

Parlando con la dottoressa ho capito che i genitori di figli unici soffrono di un latente senso di colpa.

Questo nasce dalla paura che, avendo appunto un unico figlio, questo si senta poi solo, poiché non ha dei fratelli o sorelle a fargli compagnia. Nella quotidianità questa paura sfocia in tutta una serie di atteggiamenti, primo fra tutti l’essere iperprotettivi. Questa è già una caratteristica tipica di noi italiani, ma i genitori di figli unici tendono ad accentuarla ancora di più. La dottoressa Marta Stella Bruzzone ci fa notare che i genitori, con la loro esperienza di vita, tendono sempre a mettere il loro figli nelle migliori condizioni. Ma in caso di figlio unico bisogna fare attenzione e considerare ancora di più il fatto che, inevitabilmente, dovrà fare le sue esperienze e i suoi errori, cadere, sbucciarsi le ginocchia e da lì trovare delle soluzioni. Perché è solo così che gli si permette di diventare grande e crescere.

Per risolvere il problema della solitudine, poi, invece che stargli sempre addosso potremmo fare esattamente il contrario, cioè incentivarlo ad andare. La pedagogista, infatti, consiglia, di ovviare alla solitudine del figlio unico investendo in una rete parentale e amicale per creare dei momenti extrascolastici importanti dove anche loro, che non hanno fratelli e sorelle, possano sentirsi parte di un gruppo e non soli. Ovviamente sarà compito dei genitori creare questa rete di conoscenze e potenziare le capacità sociali del bambino.

Ma parliamo un attimo dei nonni, se anche loro esagerano con il loro “nipotino unico”?

Sicuramente il loro ruolo è diverso da quello dei genitori, ma potrebbero arrivare anche loro ad esagerare. La dottoressa Bruzzone ci fa notare che il fatto, ad esempio, di regalare anche solo un pacchetto di figurine al nipote quotidianamente, nasconde anche una certa fragilità da parte della figura dei nonni. Infatti, una figura educante valida non ha bisogno di fare regali perché sa che c’è già lei che vale. Probabilmente bisognerebbe provare a parlare ai nonni, invitandoli ad interrogarsi su cosa ci stia dietro a questi atteggiamenti nei confronti del bambino: forse temono di non vedersi riconosciuti dal proprio nipotino? Anche perché questi regali reiterati, spesso, il bambino li dimentica poco dopo averli ricevuti.

Capisco che ciò che sto per dire possa essere un po’ brutale, ma, nonni, invece di regalare ai vostri nipoti 5 euro tutti i giorni in figurine, macchinine o dolci per sentirvi appagati e strappargli mezzo sorriso, perché non mettete da parte quei soldi per far vivere loro qualche esperienza speciale, magari insieme a voi, che ricorderanno per sempre?

Per ricapitolare, noi genitori di un figlio unico dobbiamo sempre essere consapevoli dei rischi che corriamo.

Perché è fisiologico che, avendo un bambino solo si stia sempre addosso a lui! Per questo dobbiamo avere ben chiari quali sono i limiti che dobbiamo attuare nei confronti dei nostri figli. Essere iperprotettivi, idealizzarli, esagerare coi regali ed essere molto accondiscendenti sono cose che capitano, ma dobbiamo rendercene conto, esserne consapevoli.
Inoltre, se non stiamo attenti, i nostri figli avranno tutta una serie di problemi da affrontare quando saranno grandi: egoismo, egocentrismo, eccessivo altruismo, incapacità di condividere, di scendere a compromessi, di fare fatica e così via.

Anche tu sei un genitore di figlio unico? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

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L’intervista è stata realizzata in collaborazione MammeCheFatica.it e con il Magazine MiMom

☀️ #allegralu

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