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Quanto è impegnativo dire di no ai propri figli?

Può sembrare un’assurdità, ma dire no aiuta a crescere! So quante quanto possa essere difficile imporre le proprie decisioni a una creatura che, per forza di cose, non è ancora in grado di capirle. Però ricordati che le tue scelte di oggi avranno ripercussioni sull’intera vita dei tuoi figli. Concedere loro tutto è sicuramente la via più semplice ma tu, da brava mamma, sai bene che le cose semplici non sono sempre la giusta soluzione.

Ammetto che dire sì a mio figlio mi rende felice: lui mi sorride, mi abbraccia e io mi sento la mamma migliore del mondo! È una sensazione fantastica, ma sei sicura che sia davvero utile alla loro crescita? Tra i libri consigliati per neo genitori ho trovato molto utile quello della psicoterapeuta infantile Asha Phillips che, nel suo “I no che aiutano a crescere“, tocca proprio questi argomenti fornendo un punto di vista molto professionale e ricco di spunti interessanti.

 

Ogni fascia di età ha i suoi no

Partiamo dal presupposto che l’autrice non ha la pretesa di scolpire nel pietra soluzioni definitive e assolute, noi mamme sappiamo quanto differenti possano essere i pargoli. Dipende tutto da numerosi fattori quali, per esempio, il carattere, il contesto, le frequentazioni e potrei continuare all’infinito.

Tuttavia dire no aiuta a crescere e la prima situazione da tenere in considerazione nell’educazione dei bambini è anche l’unica con cui deve fare i conti qualunque genitore: l’età. Asha Phillips divide il suo libro in quattro periodi, che rappresentano proprio differenti fasce di età

  • periodo neonatale (da 0 a 2 anni)
  • prima infanzia (dai 2 ai 5 anni)
  • scuola primaria
  • adolescenza

Come puoi immaginare, nel mio caso specifico, mi sono concentrata sui primi due capitoli. Sia perché riguardano proprio il periodo che sto vivendo con mio figlio, sia perché ne “I no che aiutano a crescere” sono contenute una tale quantità di informazioni che sarebbe impossibile riassumerle in pochi minuti.

 

Prima fascia: dobbiamo già porre limiti ai neonati?

È la domanda che ci facciamo tutte quando cominciamo il nostro percorso da mamma: possibile che debba diventare così presto cattiva e proibizionista? Prima di tutto ricordati che, mettendo dei paletti, non sei una mamma cattiva e che ogni decisione che prendi è per il bene e la salute dei tuoi piccoli. Sono sicura che l’avrai già letto in altri libri sui neonati, l’unione profonda che, sin dal principio, si crea tra mamme e bambini come del tutto naturale e sacrosanta.

Tuttavia è determinante che i bimbi imparino, il prima possibile, che può esistere una disarmonia tra ciò che vogliono e ciò che possono avere. Occorre fagli comprendere, con i giusti modi, che un broncetto o una lacrimuccia non sono il mezzo per ottenere le cose. Capisci anche tu che concedendogli queste piccole vittorie pretenderanno sempre di più, vero? Il rischio maggiore è degenerare fino a scene che rasentano l’isteria perché si convinceranno che piangendo e gridando più forte potranno ottenere tutto.

La soluzione giusta per dire no ai neonati

E allora come fare? Asha Phillips, da psicoterapeuta affermata, spiega che è molto utile far aspettare i bambini per qualche attimo, lascia che dia libero sfogo a emozioni e sentimenti. Prima di tutto per fargli capire che esistono limiti e disarmonie emotive, secondariamente per permettergli di prendersi del tempo per sperimentare, guardarsi intorno e scoprire nuove emozioni. Con questo non voglio dire che se hanno bisogno di essere cambiati dobbiamo farli aspettare per ore! Ovviamente mi riferisco a situazioni particolari, quelle definibili come capricci.

Se non sei ancora convinta che dire no aiuta a crescere, prova a utilizzare le frasi consigliate nel libro:

  • No, ora aspetti
  • Ora ci sono anche le mie esigenze
  • No, adesso stai tra le braccia della nonna.

Questi sono alcuni esempi di no che fanno crescere, la cosa importante è essere determinate e non farsi sciogliere da qualche lacrima, altrimenti il tuo bambino capirà che potrà fare leva su certe debolezze per ottenere ciò che vuole, quando vuole.

 

Seconda fascia: il gioco si fa duro

Passiamo alla seconda fascia di età trattata ne “I no che aiutano a crescere“, quella tra i 2 e i 5 anni. È proprio il periodo che mi tocca più da vicino perché è quello in cui rientra mio figlio. Cosa posso dire? Per me è un grandissimo sforzo dire no, ammetto che mi verrebbe molto più spontaneo dire sì. Però so anche che, nel processo di educazione dei bambini, non è molto costruttivo. Sto imparando a riconoscere i “no” giusti, quelli formativi che non devono poi diventare dei “sì”. Nel rapporto genitori figli è fondamentale per far crescere i pargoli in maniera equilibrata e sana.

Parlo per esperienza e capisco le mamme che, come me, hanno figli che si ritrovano in una fascia di età che definirei, quanto meno, molto intensa! Ormai hanno sviluppato diverse capacità e se da un lato non dobbiamo assolutamente fare tutto al loro posto, dall’altro non possiamo permettergli di fare tutto quello che vogliono.

Un ottimo esempio di come far rispettare le proprie scelte senza essere oppressive, lo trovi nell’articolo Far mangiare i bambini: come organizzarsi.

Perché è il momento più importante

È un equilibrio difficilissimo da raggiungere e molto fragile, ma è il momento perfetto per spiegargli cos’è pericoloso e cosa sicuro, per far capire loro cos’è permesso e cosa proibito. Con le capacità acquisite tuo figlio (o figlia) inizia a sperimentare un set di emozioni tutto nuovo, è proprio il motivo per il quale ha bisogno di avere dei limiti. È qui che entri in gioco come mamma, non essendo ancora capace di distinguere da solo tra bene e male, devi essere tu ad aiutarlo.

Per poter crescere i bambini hanno bisogno di essere guardati e ascoltati, hanno bisogno di risposte. Quindi un no non è necessariamente un rifiuto dell’altro, ma può invece dimostrare la fiducia nella sua forza e nelle sue capacità.

 

Consigli utili

Se ancora non sei convinta che dire no aiuta a crescere, ecco alcune riflessioni di Asha Phillips che ho selezionato appositamente per te:

  • quando gli dici di no non devi avere esitazioni, perché nel momento in cui loro percepiscono un’esitazione iniziano i capricci
  • dietro ai no che dici ai tuoi figli ci deve essere una ragione che reputi valida o importante. Non è sempre necessario spiegargliela, ma devi essere convinta e avere una ragione solida
  • se applichi delle punizioni, loro devono trarne un insegnamento. Per cui se sarai “cattiva” con loro, impareranno la cattiveria; se invece userai la ragione impareranno a essere ragionevoli.

Tra i libri per educare i figli ti consiglio di leggere questo. È ricchissimo di altri esempi e la cosa più interessante è che, essendo suddiviso in capitoli, puoi prendere in considerazione solo quelli della fascia di età di tuo figlio.

Sono convinta che ti possa servire a capire come disporre i giusti pesi per cercare di far funzionare al meglio questa sorta di bilanciere che pare sempre in equilibrio precario.

Se hai domande o idee da condividere lascia pure un commento qui sotto, sarò felice di risponderti.

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☀️ #allegralu

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