Nel momento in cui il nostro bambino nasce, siamo tutte pervase dall’istinto materno? A volte non è così, ma non deve diventare un problema!

Una mamma mi ha scritto per raccontarmi che alla nascita del suo bambino lei non ha provato nulla e la cosa si è protratta anche nei mesi successivi. Il fatto di non essere stata subito estremamente felice, bensì di essersi sentita disinteressata nei confronti del bebè, la fa sentire in colpa.

Sono allora andata a parlarne con la psicologa, la dottoressa Alessandra Bramante del Policentro Pediatrico di Milano e le ho chiesto come supportare tutte quelle mamme che si sentono prive di istinto materno.

Le donne nascono con l’istinto materno?

Questa è la prima cosa che ho chiesto alla dottoressa Bramante e mi ha risposto che, secondo lei, un istinto materno che sboccia immediatamente dopo il parto, non esiste.

Anzi, un istinto materno in generale non esiste: non è il fatto che noi donne diventiamo madri a farci provare il desiderio di prenderci cura del nostro bambino.

Più che di istinto, infatti, si dovrebbe parlare di relazione. E come tutte le relazioni le dobbiamo coltivare giorno dopo giorno. Man mano che il bimbo cresce, una mamma diventa mamma. Perché la mamma nasce con la nascita del bambino!

Questo punto di vista è totalmente diverso da quello a cui siamo abituate culturalmente. E ci fa capire che ognuna di noi ha i suoi tempi e modi per essere mamma.

Non siamo tutte mamme allo stesso modo.

Anche la psicologa ci conforta con la sua esperienza. È vero che ci sono mamme che hanno provato questa specie di estasi alla nascita del proprio figlio, ma non è sempre così. Anzi, una regola proprio non c’è!

Il problema nasce dal fatto che nessuno ci dice che è normale anche non provare nulla dopo il parto e, comprensibilmente, è facile andare in crisi.

In particolare, se una gravidanza non è stata cercata, la mamma ci impiegherà di più ad entrare in relazione col bambino.

Ma questo può succedere anche quando abbiamo voluto un figlio fortemente. In poche parole, non abbiamo mai la certezza di come si potrà reagire dopo il parto.

C’è un modo per agevolare il rapporto “mamma-bambino”?

La prima cosa da fare è accettare se stesse e quello che proviamo, anche se ci sembra di non avere alcun istinto materno.

Essere consapevoli che è normale anche non essere completamente prese dal proprio figlio, dice la dottoressa Bramante, è il primo passo per riuscire a stabilire una relazione. Se, al contrario, siamo convinte di essere cattive madri, di non essere come le altre, questo genera sofferenza. La psicologa ci spiega che ci sono mamme che le raccontano come, in ospedale, avrebbero voluto lasciare il neonato nella culla, ma, alla fine, lo prendevano in braccio perché vedevano che tutte le altre lo facevano. Si sentivano in difetto per non riuscire a provare un’emozione che, secondo i luoghi comuni, ogni mamma deve provare.

Le relazioni possono avere momenti di difficoltà.

Dovremmo, invece, riuscire a renderci conto che quella col neonato è una relazione come tutte le altre e non è regolata da alcun istinto materno. Può, quindi, avere i suoi alti e i suoi bassi, ma, soprattutto, non nasce magicamente solo a seguito di un evento biologico.

L’importante è che questi problemi nella relazione col bambino si risolvano. Ma si deve trovare il ritmo giusto per la mamma, che non va forzato in alcun modo. Perché se si obbliga la donna ad essere mamma per forza, allora nascono i problemi.

Ogni donna che diventa mamma è meglio che non pensi all’istinto materno e a quello che dovrebbe fare, ma che si dedichi anche a tutte quelle cose che la fanno stare bene. E se rimanere accanto al bambino non è una di queste, meglio non forzarla. Ci sono donne, infatti, che quando rientrano al lavoro vorrebbero tornare subito dal loro figlio e altre, invece, che si sentono sollevate e serene. Basta non sentirsi in colpa, mai! Perché i papà vanno a giocare a calcetto e non si sentono in colpa, mentre una mamma dovrebbe sentirsi in colpa se lascia il bimbo per andare dal parrucchiere?

L’atteggiamento dei papà non è gravato dall’idea dell’istinto materno.

Il modo di vivere la nascita di un figlio da parte di un papà è molto più sano: riesce a realizzare che la sua vita è esattamente come prima con in più un bambino. Perché allora le mamme dovrebbero sconvolgere le loro abitudini?
Purtroppo per una donna è davvero difficile riuscire a continuare a vivere la propria vita. Così, spesso noi mamme ci arrabbiamo coi nostri compagni, perché non riusciamo ad essere come loro, anche se ci piacerebbe.

L’atteggiamento degli uomini è più che giusto e spesso ci troviamo ad invidiarli, in modo sano, perché loro riescono a fare quello che noi vorremmo, ma non riusciamo a causa dei sensi di colpa. Per alcune donne la maternità diventa una prigione e bisogna fare in modo che ciò non succeda.

Alcune donne vivono la maternità come una galera.

Ecco, questo modo schietto di dire le cose della dottoressa Bramante mi è piaciuto enormemente. Infatti è proprio la situazione in cui molte mamme si ritrovano e per questo pensano di non avere il famigerato istinto materno. Invece, se la viviamo così, non ci dobbiamo sentire nè matte nè strane nè, tantomeno, insensibili.
Ognuna di noi è mamma a modo suo, quindi nessun giudizio o situazione ci deve influenzare.

Si può continuare a fare la stessa vita di prima, anche da mamma.

Secondo la dottoressa Bramante, ritornare a fare delle attività che, prima delle maternità, ci facevano stare bene, può sicuramente aiutarci a non sentirci prigioniere. La nascita di nostro figlio, infatti, non ci ha cambiate nel profondo: siamo sempre le stesse persone di prima, con gli stessi interessi.
Il fatto di continuare a fare le stesse cose che prima ci rendevano felici, anche dopo aver avuto un bambino, non ci deve far sentire in colpa!

Facciamoci aiutare a sviluppare la relazione col nostro bambino.

Quando ci sembra di non avere istinto materno anche per un certo periodo dopo il parto, significa che la relazione mamma – bambino non si è ancora sviluppata. È il momento di farsi aiutare, ma da un professionista, che sappia capire qual è la strada che dobbiamo intraprendere.

È utile sapere che spesso il papà può essere di scarso aiuto. Infatti, i nostri compagni pensano di dover favorire la nostra relazione col bambino, ma la costrizione ottiene sempre l’effetto contrario.

Si rischia che obbligando una mamma a stare accanto al neonato e a prendersi cura di lui, alla fine lei si allontani sempre di più. Bisogna, invece, trovare dei punti di contatto, come potrebbe essere il corso di massaggio neonatale, dove la neomamma si può confrontare con le altre mamme in modo costruttivo. Inoltre comincia a prendere confidenza anche con la fisicità del bambino e lo fa in un ambiente che percepisce come protetto. Perché magari rimanere sola col bebè le fa paura, non provando affetto per lui.

La relazione va creata anche per la salute della mamma.

Continuare ad allontanarsi dal bambino porta la mamma dritta verso la depressione. Ed è così che molte mamme arrivano ai servizi psichiatrici, ci spiega la dottoressa Bramante, con una diagnosi di depressione. In realtà, la depressione è solo un effetto collaterale che ha origine da un disturbo di relazione mamma – bambino. Se non si risolve questo disturbo, si innesta la depressione e curare solo quella con i farmaci non basta. Il problema vero è il fatto che la mamma non riesce ad amare il suo bambino: la depressione è solo un segnale.

La dottoressa Bramante ha una visione della maternità che trovo eccezionale: potersi sentire libere dalla schiavitù del luogo comune sull’istinto materno e poter vivere il nostro essere mamma come più ci piace credo sia una grandissima rivelazione.

Aspetto il racconto delle tue esperienze: ti sei sentita mamma subito o ci è voluto un po’? Io ho avuto i miei alti e bassi e mi piacerebbe parlarne con te nei commenti.

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☀️ #allegralu

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