Meglio il lettino con le sponde o il lettino Montessori? Ti racconto la mia esperienza con entrambi.

Una mamma, infatti, mi ha chiesto che lettino scegliere ora che, dopo la “Next2Me”, la culla che si attacca al letto, sta preparando la cameretta per la sua bambina.
Siccome ho avuto prima un lettino e poi l’altro, cercherò di raccontarti tutte le considerazioni che ho fatto.

Il primo lettino che ho usato per mio figlio era un classico lettino con le sponde.

Lo avevo ereditato da una cugina e l’ho usato senza pensarci troppo su. L’ho allestito coi paracolpi, gli ho tolto una sponda e l’ho avvicinato al mio letto, proprio come se fosse una culla “Next2Me” più grande.

In questa primissima fase, mi è sembrata una soluzione davvero ottimale. Ma già verso l’ottavo mese del bambino, ho cominciato ad avvertire il bisogno di iniziare a creare un primo distacco, a dargli una certa indipendenza. Questo sarebbe stato un bene sia per me che per mio figlio.

Così, abbiamo portato il lettino nella sua cameretta. Da qui è cominciata un’esperienza che mi ha portata a fare le considerazioni di cui ora ti dirò.

Mettere nel lettino mio figlio non era poi così agevole.

Tutte le sere, quando mettevo mio figlio a letto, facevo sempre più fatica a piegarmi con la schiena. All’epoca ancora non camminava e adagiarlo nel lettino era davvero un’impresa per me che sono alta “due mele o poco più” come i Puffi. Mi è venuta in soccorso la possibilità di abbassare la sponda a metà durante questa fase, ma non posso dire di aver risolto il problema del tutto.

L’addormentamento lo vivevo con troppo distacco.

Prima di far addormentare il mio bambino, col lettino a sponde, mi sentivo sempre troppo distante da lui.
Io stavo “lassù”, lui stava “laggiù” e la lettura dei libri o il canto delle canzoncine prima della nanna non erano così armonici come avrei voluto. Non riuscivamo a creare empatia e spesso il bambino si agitava perché voleva sollevarsi o alzarsi per guardare il libro invece che rilassarsi, come speravo.

Il pericolo dell’evasione dal lettino.

Mio figlio ha provato ad evadere dal lettino, arrampicandosi sulle sponde in tutti i modi possibili, tantissime volte. Questo mi ha fatto riflettere sulla sicurezza di questo tipo di lettini classici. Infatti, se i nostri piccoli dovessero riuscire a scavalcare la sponda per calarsi dal lettino, rischierebbero di farsi molto male!

Durante i risvegli notturni il lettino con le sponde può essere scomodo.

Infatti, se dovevamo rimanere accanto al bambino, che fossi io o il mio compagno, di notte per cercare di farlo riaddormentare, non avevamo quella comodità che ci permetteva di vivere il momento con maggiore serenità.

Abbiamo così cominciato a valutare una nuova soluzione per la nanna e abbiamo cominciato a prendere in considerazione il lettino Montessori.

Il lettino con le sponde, comunque, nella fase in cui i bambini non sono ancora indipendenti negli spostamenti, riesce a dare quella sensazione di protezione, di limite, che ai bambini piccoli piace molto. Quando, però, la loro capacità motoria si sviluppa, il lettino con le sponde mi è sembrato diventare una costrizione, più che una protezione.

Sono dunque passata al lettino Montessori e vi racconto, anche per questo, le mie considerazioni.

Il lettino Montessori consente al bambino di muoversi liberamente.

Per me l’idea che mio figlio potesse gestire in autonomia la scelta di entrare, stare e uscire dal suo lettino era una grande conquista. Tuttavia, durante un confronto con altri genitori sull’argomento, qualcuno mi disse che così il bambino avrebbe iniziato subito a fare ciò che voleva senza seguire le regole dei genitori.

Attenzione, però, perché da una parte si parla di libertà di movimento, che è giusto che ciascuno di noi abbia, anche i bambini. Dall’altra parte, invece, si parla di regole da rispettare che i genitori devono dare, anche riguardo al rito della nanna. Ma senza per questo obbligare il bambino a stare in un posto dove non vuole stare.

Il lettino Montessori è molto comodo quando è il momento di mettere il bimbo a nanna.

Quando ho iniziato ad usare il lettino montessoriano, mio figlio aveva 11 mesi, quindi già faceva tutto da solo. Non vi dico il sollievo per la mia schiena, visto che non dovevo più sollevarlo per metterlo nel lettino. Era completamente autosufficiente.

Con il lettino Montessori il rito della nanna diventa il momento più bello della giornata.

Infatti da quando usiamo questo lettino, il mio bambino si sdraia da solo e non vede l’ora che io cominci a leggergli le varie storie. Visto che io sono lì accanto a lui, al suo livello, può guardare con me le illustrazioni dei libri che gli leggo. Possiamo ridere e cantare uno accanto all’altra e tutto avviene mentre siamo molto vicini.
Abbiamo un’empatia tale che il momento pre della nanna diventa davvero speciale, cosa fondamentale soprattutto per i bambini di quell’età.

Quando si usa un lettino Montessori, ricordiamoci di creare una zona di sicurezza per i movimenti notturni.

Il letto Montessori è un lettino a terra, quasi all’altezza del pavimento, per cui ho capito essere importante creare una protezione per evitare che i bambini nel sonno si spostino troppo. Potrebbe capitare che si risveglino fuori dal letto e si spaventino. Basta sistemare dei cuscini, classici o a rullo, ai bordi del letto. In questo modo i bambini sono limitati durante la nanna, ma possono ugualmente entrare e uscire da soli.

Tu cosa ne pensi? Che lettino hai scelto per i tuoi bimbi? Raccontami le tue riflessioni nei commenti!

Seguimi sui social, pubblico contenuti su Youtube, Facebook e Instagram!

☀️ #allegralu

Lascia un commento