Mamme e lavoro: quali sono i vantaggi che può portare una mamma in ufficio?

 

Come essere mamme vincenti al lavoro?

 

“Figlio che hai atteggiamento che devi avere!”

 

La conoscete questa regola?

Io l’ho imparata abbastanza presto, non solo come genitore, ma anche come sorella. Nella relazione con i figli se si applicano delle strategie ad hoc è possibile ottenere grandi risultati. I migliori direi. Questo perché accade?
Il motivo principale è che noi donne e mamme siamo molto duttili. Allora mi sono domandata: “e se mettessimo in atto questa best practice anche al lavoro?”

Noi mamme al lavoro potremmo essere portatrici di armonia e arrecare benefici ai colleghi, all’ufficio e a noi stesse alleviando lo stress quotidiano e facendo spuntare qualche sorriso in più.

Ho scoperto 4 atteggiamenti che, se messi in atto in base ai colleghi e collaboratori che ci circondano, sono in grado di generare il “miglior risultato”, proprio come avviene per i nostri figli. Tutto questo giova a noi mamme regalandoci calma e spirito “zen”.

La missione è tornare a casa più serene dai nostri bimbi e nel contempo vivere una vita lavorativa migliore.

Un genitore, in particolare una mamma può essere veicolo di positività elargendo le qualità che ha acquisito dando alla luce un bambino e assistendolo nei primi anni di vita.

Vi state chiedendo quali siano le caratteristiche spendibili? Beh…

  • comprensione
  • organizzazione
  • capacità di pianificare
  • equilibrio tra decisionismo e sensibilità
  • abilità nell’adattarsi ai cambiamenti
  • ascolto
  • empatia
  • gestione del tempo
  • resilienza

….vado avanti?

I maggiori problemi che possiamo avere in ufficio spesso non nascono dal lavoro in sé, che può essere semplice o complicato, quanto dai rapporti umani. Non è così? E’ sempre bene tenere a mente i consigli fondamentali per il rientro al lavoro dopo la maternità, ma oltre a questi accorgimenti che fare?

Se riusciamo a rendere il nostro ambiente lavorativo stimolante e carico di motivazione ne beneficiamo tutti.

Per raggiungere questo obiettivo qual è la prima mossa da compiere?

Osservare le persone con cui collaboriamo. Chiedersi: “Ma il nostro collaboratore quante competenze ha? Quanta motivazione ha?”.
Principalmente possiamo avere quattro mix tra skills e fattori stimolanti nei nostri colleghi.

 

1-Il collega motivato ma privo di esperienza

 

La tipologia numero uno: il collega super motivato che però non padroneggia la materia, colui che in azienda si chiama junior o stagista. Contento, ma ancora acerbo di esperienza.

Come ci possiamo approcciare?
Dobbiamo essere piuttosto direttive, ciò non significa essere altezzose, antipatiche, scocciate. Vuol dire avere delle idee molto chiare, essere incisive, bisogna bandire l’insicurezza, la superficialità, la vaghezza perché questo non aiuta un collaboratore carico “come un esplosivo”, ma che ancora non sa come muoversi in autonomia. Bisogna essere chiari, determinati precisi e influenti per questa persona.

Guarda anche il video di come avere successo nel lavoro ed essere mamma single di 3 figli.

 

2-il collega senza motivazione e competenze

 

Il caso numero due è un pò un problema. Ha motivazione zero competenze zero, principalmente l’esempio di “encefalogramma piatto”.

Cosa fare per stimolarlo, per renderlo efficiente? Occorre essere addestrative, persuasive. Sembra un pò un atteggiamento militaresco “addolcito”.
Qui accorre in soccorso il ruolo della mamma. Ci ricordiamo come siamo con i nostri bimbi quando sono svogliati? Quando non sanno cosa fare, non possiedono le competenze e in più si fanno cullare dalla pigrizia?
Ecco ci trasformiamo in energia allo stato puro, in centralina elettrica per dare luce anche a chi si trova momentaneamente al buio.

Come nella vita da genitori possiamo essere stimolanti, incoraggianti e credere in loro diventando un punto affidabile di riferimento. A volte le persone hanno semplicemente bisogno di sentirsi importanti.

 

3-il collega con tanta esperienza e motivazione esaurita

 

Una casistica che ha un buon margine di miglioramento. E’ la persona molto competente perché ha acquisito tanta esperienza, ma solitamente è da “sempre” in azienda e non ne può più. La sua motivazione è ai minimi per stanchezza e nausea.

Soluzione suggerita e percorribile: “sostegno partecipativo”. L’ho vissuto in prima persona qualche anni fa. Ho visto proprio fare miracoli da chi aveva solo bisogno di sentirsi dire che era “un grande”! Per cui dobbiamo imparare a essere delle “motivatrici“, perché la parte più tosta poi la fanno benissimo loro.

 

4-il collega motivato e competente

 

L’entusiasta. Oltre all’alta soglia di motivazione possiede esperienza e competenza.

Anche in questa fattispecie come facciamo a esaltare il suo operato e conquistarci la serenità di rincasare allegre perché il lavoro ci ha generato soddisfazione?

Nel momento in cui abbiamo a che fare invece con una persona che è carica, che è competente, cosa possiamo fare per farla rendere al meglio?
Noi colleghi, o addirittura responsabili di soggetti così descritti rischiamo in alcuni casi di soffocarli. Se per tanto tempo si trovano dei colleghi intorno che non delegano niente allora subentra la demotivazione e il collega così prezioso si spegne come una candela.

Quindi è consigliato diventare collaboratori deleganti, avere la forza di lasciarsi andare, di fidarsi delle persone capaci che hanno voglia di provare a svolgere dei compiti in autonomia e quindi di non voler sempre controllare tutto direttamente.

Sembra scontato, ma non lo è perché sono molto diffusi gli atteggiamenti accentratori e la mancanza di collaborazione e delega.

 

Potrebbe interessarti conoscere la storia di Stefania, un esempio di donna che si è chiesta come cambiare lavoro dopo la maternità.

 

Sarà quindi vero: “collega che hai atteggiamento che devi avere?”

Come ho già ribadito in precedenti video, la nostra esperienza quotidiana di mamme e il lavoro sono strettamente collegati.

Cerchiamo di capire chi abbiamo davanti, quale collaboratore; esattamente come facciamo a casa nel rapportarci con i diversi caratteri dei nostri figli.
Cerchiamo di dare loro quello di cui hanno bisogno e di capirli. Così facciamo tesoro dell’esperienza della maternità e diffondiamo una cultura positiva per il successo dell’ufficio e della vita lavorativa.

Penso che sia una buona ricetta per costruire un team di lavoro di collaboratori capaci e di conseguenza esternare questa serenità portandola a casa dai nostri bambini.

 

Fammi sapere cosa ne pensi e scrivimi se vuoi raccontare la tua esperienza.

 

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☀️ #allegralu

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