Diventare mamma porta con sé un’onda di innovazione e di energia, sia sul piano fisico che mentale. Marta, in questo incontro, ci spiega come lei lo ha sfruttato per cambiare lavoro, completamente.

Prima della gravidanza, Marta lavorava come dipendente in una grande azienda milanese e si occupava di Marketing e Comunicazione. Le sembrava di avere la sua vita sotto controllo, finché, insieme alla notizia dell’arrivo della sua bambina, è arrivata anche la notizia di dover cambiare città.

Come una bambina può rivoluzionare la vita.

L’arrivo di sua figlia ha rappresentato una vera e propria rivoluzione per Marata: non solo ha cambiato città per seguire suo marito, ma l’arrivo della neonata è stato anche lo stimolo per cambiare lavoro.

Marta ci racconta che per lei è stato un momento molto faticoso: in congedo di maternità, con i dubbi e le paure che spesso si hanno in gravidanza, ha dovuto lasciare Milano e trasferirsi nella città del marito, Modena, lontano dalla sua famiglia e dagli amici. Il marito lavorava tutto il giorno e Marta, da sola e incinta, ha fatto il trasloco e ha iniziato a cercare di ambientarsi nella nuova città. Dopo qualche mese dalla nascita di sua figlia ha però iniziato a sentire il bisogno di reintegrare, nella sua vita di neo mamma, uno spazio professionale.

Diverse opzioni per poter tornare al lavoro.

Le opzioni che si presentano a Marta per ricominciare a lavorare sono molteplici. Tra queste anche la possibilità di fare la pendolare con Milano per riprendere il suo impiego in ufficio. Certamente questa sarebbe stata una scelta di sicurezza, ma con la maternità si inizia a ragionare in modo nuovo e Marta comincia a pensare a nuovi percorsi professionali. Prova a fare alcuni colloqui di lavoro con aziende locali ma si scontra con molti pregiudizi: una neomamma non sembra essere molto benvoluta dalle aziende che pensano subito alle possibili assenze sul lavoro che un bimbo piccolo può causare. Quindi decide di cambiare strada e di valutare come mettere a frutto per se stessa quello che aveva imparato nella sua storia professionale.

Il primo cambiamento: la partita iva come consulente.

Decide alla fine di dare le dimissioni dalla sua azienda, apre la partita iva come libera professionista e inizia a proporsi come consulente di Marketing e Comunicazione.

Qualche mese prima non avrebbe mai pensato di avere il coraggio di fare una scelta simile: lasciare gli schemi noti e definiti del lavoro dipendente per entrare nel mondo della libera professione dove tutto è da costruire e organizzare in autonomia.
In realtà questo cambiamento spiana la strada a un secondo importante cambiamento: le viene il desiderio di creare un piccolo progetto di impresa su una sua idea di business.

Il secondo cambiamento: nasce Babylodge.

Marta non si accontenta di fare la consulente e vuole concretizzare un’idea che le ronza in testa da un po’ di tempo: diventare imprenditrice. Nasce così Babylodge, una startup che commercializza lettini e arredi montessoriani artigianali e made in Italy.

Oggi Babylodge è un sito di e-commerce ma è anche un marchio già presente in diversi negozi.

Avviare una piccola impresa individuale è assolutamente fattibile, racconta Marta: una volta trovata l’idea, che può essere un prodotto o un servizio, occorre poi convinzione e determinazione per avviare la fase di progettazione. Marta si è occupata di pensare e sviluppare i prodotti, contattare i fornitori, svolgere le pratiche burocratiche in Camera di Commercio, ottenere i permessi per l’e-commerce e di costruire il sito.

Dopo tanto pensare, bisogna mettersi a fare, per cambiare lavoro davvero!

Le è stato utile avere un approccio pragmatico, orientato all’azione, senza pretendere di ottenere la perfezione che spesso è bloccante e costituisce perdita di tempo e di energie.

Partire fa paura, racconta Marta, ma è emozionante, perché quello che crei è frutto del tuo lavoro, della tua fatica, delle tue idee e del tuo coraggio!

Occorre anche studiare: all’inizio Marta non aveva tutte le competenze necessarie, ma ha trovato degli strumenti grazie ai quali ha potuto costruire e personalizzare il sito come piattaforma di e-commerce.

Cambiare lavoro significa cambiare vita, ma in meglio!

Combinare questa fase di studio, avvio e rodaggio con la figlia neonata non è stato facile. Marta ha dovuto organizzarsi e appoggiarsi al nido e a una tata. Il vantaggio è comunque stato poter gestire autonomamente il tempo, decidere magari di lavorare di sera per stare di più con la bambina di giorno, muoversi nel nuovo contesto con flessibilità, convinta che una mamma soddisfatta sia uno stimolo migliore per i propri figli e dia più qualità al tempo che dedica loro.

Per Marta la qualità è sempre stato un valore primario.

Come mamma e piccola imprenditrice ha dovuto però rinunciare alla ricerca della perfezione in favore di pragmatismo e azione. A volte vale la pena mostrare ai bambini anche le nostre imperfezioni e la nostra fallibilità per essere per loro esempi raggiungibili e non miti inarrivabili. Quindi Marta consiglia di cogliere il caos che porta la maternità per reinventarsi, in modo da evitare di trovarci vittime di qualcosa che non abbiamo osato cambiare. La maternità è un’iniezione di coraggio: è quindi il momento giusto per cambiare la propria vita e cambiare lavoro per realizzare un sogno o un progetto nuovo.

Stai pensando anche tu di cambiare lavoro dopo la maternità e magari metterti in proprio? Raccontaci i tuoi dubbi, ma anche le tue motivazioni nei commenti.

Seguimi sui social, pubblico contenuti su Youtube, Facebook e Instagram!

☀️ #allegralu

Lascia un commento