Come gestire la maternità quando si ha una partita IVA?

Sono finalmente riuscita a leggere il libro di Valentina Simeoni “Mamme con la partita IVA”. Sotto il titolo c’è scritto “Come vivere allegramente la maternità quando tutto è contro”: chi di noi, mamme freelance, non ha ben presente a cosa si sta riferendo? Per questo ti racconto cosa ho imparato dalla lettura di questo libro e dalla mia esperienza personale.

Una mamma con la partita IVA non può prescindere dalla lettura di questo libro!

Sì, perché Valentina Simeoni ci regala uno spaccato preciso di cosa significhi gestire gravidanza e maternità da libera professionista. Restare incinta, gestire il periodo di maternità e coniugare, dopo aver partorito, la cura del bambino con la professione. Parla della continua e faticosa ricerca di un equilibrio tra la gioia dell’essere mamma, la voglia e la necessità di rimettersi a lavorare e, allo stesso tempo, il non voler trascurare il bambino.
Ci spiega anche come usufruire di quel di sostegno sociale che per le donne con partita IVA è minimo, ma che è bene conoscere e richiedere.

Il libro raccoglie le storie di tante mamme diverse, ma tutte freelance.

È il racconto di esperienze di donne con professioni, esigenze e punti di vista diversi. Sembra incredibile, ma le storie sembrano un po’ tutte abbastanza uguali, perché è la maternità a fare da file rouge. In realtà, però, sono tutte storie estremamente diverse, perché ogni donna vive la sua maternità e il legame col suo lavoro diversamente. Leggendo, poi, ciascuna di noi lettrici, ritrova sempre un pezzettino del suo vissuto, cosa che ci fa sentire un po’ “a casa”, ma ci consente anche di capire meglio che mamma freelance vogliamo essere.

Io ho scelto di diventare mamma con la partita IVA dopo un anno dalla nascita di mio figlio

Ci tenevo a precisarlo perché, anche se non ho vissuto la maternità da libera professionista, ho scoperto di aver vissuto molte delle esperienze raccontare da queste donne. Infatti, anch’io, come loro, ho capito che dovremmo:

1. Riconfigurare il lavoro:

È importante renderci conto e accettare di riconfigurare il nostro modo di lavorare. Cosa significa? Con la nascita di un figlio la nostra vita cambia profondamente: in qualche modo rinasciamo, per cui dobbiamo rigenerarci, rivalutarci, riconsiderarci. Ad esempio essere consapevoli sin da subito che per un periodo, transitorio, lavoreremo e guadagneremo un po’ meno. Ciò non ci deve spaventare, come anche parlare con i nostri clienti. Rimarranno con noi solo quelli che veramente ci apprezzano. Sapranno aspettarci e potremo trovare insieme delle soluzioni temporanee in attesa del nostro rientro. Inoltre potremmo anche prendere in considerazione dei lavori che prima non valutavamo: la maternità apre dentro di noi nuovi orizzonti e ambizioni! Ma non solo!

Un’altra cosa utile da fare è:

2. Delegare

Per noi donne, come dicevo nel mio primo video, è davvero difficile da accettare, ma farci dare una mano è fondamentale!
Chiediamo aiuto in tutti i sensi, non solo in casa! Dobbiamo imparare a delegare anche sul lavoro. Questo significa riuscire a creare un team di persone a cui poter demandare alcuni compiti quando non possiamo essere in prima linea. Ad esempio noi potremmo fare solo la supervisione e lasciare l’operativo ad altri, come ho fatto io con la gestione del mio sito internet. Quando ho capito che lavorare sui canali social, ideare le puntate e creare dal nulla il mio blog era troppo, ho chiesto una mano ad un tecnico per la costruzione del sito. È stato un sacrificio, ma ne è valsa la pena.

Ancora una cosa da non sottovalutare è:

3. Organizzare il tempo per il lavoro

Lavorare all’alba, di notte o durante i sonnellini pomeridiani e poi passare le notti insonni per il bimbo, alla lunga può diventare estremamente faticoso e avere delle ripercussioni sulla salute e sul lavoro. Io almeno ne ho avute e per me non funziona, se non sporadicamente. Quindi ricordiamoci che, organizzare l’allattamento e la gestione dei bambini per creare delle bolle temporali, di giorno, in cui dedichiamo il tempo solo per lavorare, fa tanto bene. Senza sensi in colpa. Lasciamo perdere in che stato è la casa, anzi usciamo di casa se possiamo; stacchiamo. Possiamo chiedere aiuto a chiunque, gratuitamente (il compagno, i nonni e gli amici) e a pagamento (nido o babysitter). Per me è stata la chiave di volta, però bisogna fare uno sforzo e fidarsi degli altri.

Un ultimo consiglio da tenere bene a mente è:

4. Investire su di noi

È importante non rimanere indietro: investire sulla nostra formazione e studiare per essere sempre aggiornate è molto utile, anche in questa fase! Staccare dalla routine di casa e dal cambio pannolino per prenderci uno spazio per noi può farci bene. Ad esempio io ho frequentato un master serale quando mio figlio aveva un anno. È stato faticoso, ma mi è stato molto utile. Come mamme con la partita IVA, inoltre, dobbiamo sempre “restare nel mondo”. Non ci possiamo permettere di sparire del tutto, anzi, ogni occasione è utile per farci conoscere. Avere e mantenere attivi dei canali social o un blog, con l’aiuto di qualcuno nei mesi più complessi, e raccontare la nostra professione a chi incontreremo durante la maternità può sempre essere proficuo. Non credo ci verrà in mente di farlo in sala parto, ma tutte le altre occasioni sono valide per promuoverci!

Tu sei una mamma con la partita IVA? Raccontaci come hai gestito la tua professione durante la maternità e condividi tutti i consigli che possono essere molto utili a tutte noi per bilanciare la vita da mamma con la vita da freelance!

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☀️ #allegralu

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