Ho provato a chiedermi quante volte mi è capitato nella vita che qualcuno mi incoraggiasse a sbagliare. La risposta è mai!

Eppure, col senno di poi, avrei tanto voluto che, da bambina, qualcuno mi avesse insegnato a sbagliare. Che qualcuno mi avesse fatto capire che anche l’errore è una cosa positiva, un’occasione per migliorarsi.

Perché è importante che i nostri figli sbaglino.

È importante insegnare ai nostri figli il coraggio di sbagliare, dei vantaggi che questo può portare e di come può cambiare la loro vita.

Un libro intitolato “Art and Fear” racconta di un esperimento svolto in una classe scolastica. Gli alunni sono stati divisi in due gruppi, A e B. Al gruppo A è stato dato il compito di realizzare 20 kg di vasi in ceramica. Al gruppo B è stato chiesto, invece, di fare un solo vaso ma perfetto.

A tempo scaduto il gruppo A aveva prodotto vasi stupendi, elaborati e creativi. Al contrario, il gruppo B non è riuscito a raggiungere l’obiettivo: bloccati dal ragionamento per capire come raggiungere la perfezione e dalla paura di sbagliare. A quanto pare il perfezionismo non va d’accordo con il coraggio di sbagliare.

Sbagliando un bambino sviluppa intelligenza e capacità analitica: è costretto a riflettere sul perché dell’errore, sulle sue vulnerabilità, su come agire in futuro.

Se non si sbaglia, non non si trovano neanche le soluzioni migliori.

Sbagliare sviluppa l’abilità di problem solving che è una delle caratteristiche più richieste agli adulti del futuro.

Si tratta di capire come risolvere il problema con lucidità e senza panico, occorre allenamento e quindi è necessario che qualcuno ci abbia educato a sbagliare e a gestire la situazione.

Il valore sta nel percorso di apprendimento, non nel risultato!

Viviamo in una società in cui vince il voto. Mi raccontava una amica che il suo incubo alla scuola elementare sono state le stelline d’oro che venivano assegnate a chi prendeva i voti più alti. Il voto ci mette in una scala gerarchica: in cima c’è la perfezione, sotto la mortificazione.

Il valore, però, sta nel percorso di apprendimento, non nel risultato!

Manca totalmente una valutazione del percorso di apprendimento che si compie per arrivare a un risultato e che invece dovrebbe essere la cosa più importante da considerare.

Reputo infine che sia fondamentale insegnare ai nostri bambini che anche noi abbiamo fatto degli errori. Sarebbe bello che per loro fossimo dei modelli di capacità di affrontare i problemi. Devono poterci veder cadere, rialzarci e andare avanti, piuttosto che ritenerci modelli di perfezione.

Come ultima riflessione vorrei quindi suggerire di non giudicare i tuoi figli per i risultati che portano ma lodali sempre per il percorso che svolgono per arrivare al risultato, anche se durante questo percorso si trovano a sbagliare.
Questa riflessione nasce dalla lettura del libro “Il metodo Danese per crescere bambini felici” di Jessica Joelle Alexander, di cui ti parlo in un altro post sull’educazione dei bambini.

Ora mi interessa sapere come la pensi tu. Sei un genitore che vuole dei figli perfetti o riesci a lasciarli fare anche anche se sbagliano? Raccontami la tua esperienza nei commenti.

Seguimi sui social, pubblico contenuti su Youtube, Facebook e Instagram!

☀️#allegralu

Lascia un commento