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Ti sei mai chiesta cosa potresti fare per agevolare il sonno di un neonato, dai primi giorni di vita ai suoi 6 mesi? Di sicuro tutte le informazioni che ti sto per dare mi avrebbero fatto davvero comodo quando mio figlio era appena nato!

Per scoprire come agevolare il sonno dei bebè, come aiutarli a dormire meglio e come iniziare a introdurre delle piccole abitudini che li porteranno a dormire tutta la notte quando saranno un pochino più grandi, sono andata al Policentro Pediatrico di Milano. Qui, la psicologa, dottoressa Sara Sainaghi, ci ha spiegato come funziona il sonno dei neonati e ci ha dato qualche consiglio utile per essere tutti più sereni.

Le fasi del sonno nei primi 6 mesi di vita.

La dottoressa Sainaghi ci spiega come i cicli del sonno di un bebè, per le prime 6-8 settimane, siano molto brevi: da 20 minuti a un’ora e mezza massimo. Al risveglio, in questa fase, il bambino ha bisogno, oltre che di essere alimentato, anche di essere molto coccolato.

Quindi, anche per addormentarsi, avrà bisogno di essere contenuto, di stare in braccio.

Tra i due e i tre mesi i bambini cambiano fisiologicamente, si adattano sempre meglio all’ambiente e anche i cicli del sonno si allungano fino anche a 3-4 ore. Come gli adulti, cominciano ad avere anche fasi di sonno più profondo.

Sarà poi tra i 4 e i 6 mesi che anche i ritmi di sonno cominceranno a regolarizzarsi e, ci dice la psicologa, sarà possibile anche iniziare ad adottare delle strategie per aiutare il bimbo a riaddormentarsi da solo dopo i risvegli.

Aiutiamo il bambino, nelle prime settimane di vita, a dormire meglio.

Premesso che ogni bambino è a sé e non esiste una regola infallibile che vale per tutti, ho chiesto alla dottoressa Sainaghi cosa possiamo fare noi genitori per aiutare i nostri bimbi neonati a dormire meglio.

Nei primi 2-3 mesi di vita, ci spiega la psicologa, il bambino ha bisogno di molto contatto fisico: ricordiamoci che per 9 mesi è vissuto all’interno del pancione della mamma e ora si trova isolato da tutto e in una ambiente molto diverso da quello a cui era abituato.

Tenerlo vicino, in braccio, coccolarlo, fargli sentire che siamo presenti è importantissimo per farlo sentire al sicuro, quindi anche dormire meglio. Ma non preoccupiamoci, ci rassicura la dottoressa: tenerlo molto in braccio nei primi mesi non lo vizierà, ma diventerà, al contrario, un prerequisito importante per fargli guadagnare, dai 4 mesi in poi, una buona autonomia.

Iniziamo ad insegnargli ad addormentarsi da solo.

Dal quarto mese il neonato comincia ad adeguarsi al mondo che lo circonda e noi possiamo cominciare a inserire nella sua routine qualche piccola abitudine che poi, dal sesto mese, lo aiuterà a dormire da solo e per tutta la notte!

La dottoressa Sainaghi ci spiega che, pur continuando a tenere la culla del bimbo in camera dei genitori, se prima, al risveglio, lo prendevamo in braccio per coccolarlo, dai 4 mesi possiamo cominciare a tranquillizzarlo solo con la voce. Magari cantandogli anche una ninna nanna mentre lo accarezziamo, se questo fa parte dei nostri riti dell’addormentamento.

L’importante è che gli si mandino segnali che è ancora notte e che bisogna continuare a dormire.

Dobbiamo tenere presente che la routine della nanna è un segnale che il bambino capisce molto bene, quindi, se lo lasciamo addormentare attaccato al seno, ogni volta che si risveglierà, per riaddormentarsi, vorrà di nuovo essere attaccato al seno. Ecco perché la psicologa sottolinea come sia importante, anche durante i pasti notturni, che il momento della pappa e quello della nanna siano ben distinti. Non dobbiamo quindi non lasciarlo addormentare attaccato al seno o al biberon. Dopo la poppata e un po’ di coccole in braccio, è importante che il bambino si addormenti nel suo lettino. Questa, infatti, è la condizione iniziale che gli permetterà più avanti, di riaddormentarsi in caso di risvegli.

Conoscere per scegliere con consapevolezza.

Quando mio figlio era così piccolo, non sapevo cosa fosse o meno in grado di fare, quindi, per me, è stato difficile capire quando era il momento di passare da un contatto fisico molto stretto ad una fase di leggera autonomia. Ma credo sia importante avere tutte le informazioni che ci ha dato la dottoressa Sainaghi, per poi decidere come comportarci in modo pienamente consapevole.

Co-sleeping sì, a patto di essere in grado di sostenere la scelta con coerenza.

Purtroppo nei corsi preparto si parla molto della cura e dell’allattamento, ma nessuno ci informa delle dinamiche del sonno, quindi, spesso, le mamme si affidano all’istinto, conferma la psicologa. Naturalmente l’istinto non è una cosa negativa, ma spesso ci fa vedere solo una delle possibilità che abbiamo. Anche il “co-sleeping”, cioè dormire tutti insieme nel lettone, è una pratica assolutamente lecita, a patto, però, che sia una scelta che compiamo consapevoli del fatto che, quando il bambino sarà troppo grande per dormire con noi, metterlo a dormire nel lettino non sarà automatico, ma richiederà un processo di adattamento graduale.

È vero che noi mamme siamo spesso spaventate dal pianto del nostro bimbo e non vorremo mai traumatizzarlo o farlo soffrire. Ma abituarlo a dormire da solo dai 4 mesi è accompagnarlo a fare qualcosa che è già nella sua natura, ci spiega la dottoressa Sainaghi. Tuttavia se qualcuno ci spiegasse che a quell’età un neonato ha già tutte le capacità che gli servono per dormire da solo nel lettino senza traumi, probabilmente potremmo fare scelte diverse.

Due consigli per arrivare a far dormire i bambini da soli e a lungo, già dai 6 mesi.

La dottoressa Sainaghi ci sintetizza, infine, quali sono le due cose importanti a cui dobbiamo abituare il bambino per fare in modo, nella fase successiva allo svezzamento, che possa dormire da solo e a lungo.

Separare i pasti dal momento dell’addormentamento.

Per il pasto della sera o se il bambino a 4 mesi ha ancora necessità di un pasto notturno, non lo dobbiamo lasciare addormentare al seno, o al biberon. I due momenti vanno staccati con due routine diverse.

Lasciarlo addormentare nel lettino, sia che sia nella cameretta, sia che sia nella camera con mamma e papà.

Nella routine di addormentamento prevediamo l’avvicinamento al lettino, anche in cameretta, con luci soffuse, atmosfera rilassante e tutti i riti della nanna. Aiutarlo ad addormentarsi nel suo lettino, o nel posto che si decide dovrà dormire, infatti, è il primo passo per un addormentamento autonomo.

Seguendo i consigli della dottoressa Sainaghi del Policentro Pediatrico di Milano, riuscirete, a partire dai 6 mesi, a far dormire serenamente e a lungo il vostro bimbo nel suo lettino, anche in cameretta da solo.

Questi consigli ti stanno aiutando a gestire il sonno del tuo bebè? Ti senti più sicura nel far dormire il tuo bimbo solo nel lettino? Raccontacelo nei commenti.

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☀️ #allegralu

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