Matrimonio o convivenza? Cosa c’è da sapere?

Il mio compagno non mi ha mai chiesto di sposarlo, però devo dire a suo discapito che nemmeno io ne ho mai sentito l’esigenza. Ho sempre pensato che una “firma” non avrebbe modificato il sentimento che provo per lui e non sarebbe servita a rendere la nostra vita di coppia più piacevole di così. Stessa complicità da marito e moglie o convivendo senza sposarsi.

Però ora avendo una famiglia, un bambino piccolo, ho iniziato a riflettere su altri aspetti e mi sono chiesta:

  • per tutelare i nostri figli è meglio essere sposati?
  • se dovessimo andare in ospedale potremmo stare l’uno vicino all’altro anche senza esser convolati a nozze?
  • valutare le unioni civili può risultare un’opzione valida?

Ho capito che necessitavo di un parere esperto per conoscere nel dettaglio vantaggi e svantaggi alla base della decisione sul tipo di vita di coppia da condurre.

 

Sposarsi o convivere? Quali alternative offrono maggiori garanzie per i figli?

Si può “stare tranquilli” anche senza sposarsi?

Per rispondere a queste domande sono andata a trovare nel suo studio l’Avvocato Bortolotti che mi ha illustrato le differenze tra convivenza e matrimonio davanti al Fisco e alla Legge.

Ovviamente non abbiamo toccato le tematiche religiose, sentimentali, strettamente personali che possono influenzare le nostre scelte. L’investimento emotivo e il carico affettivo che alimenta la scelta del tipo di relazione da instaurare in una coppia non è oggetto di questa intervista. Questo punto di vista congiunto alle riflessioni antropologiche sulla famiglia e sull’individualismo, come affrontato ad esempio da Enzo Bianchi, non sarà affrontato in questa sede.

Addentriamoci invece nei meandri della legalità, detrazioni fiscali, tasse, isee, fondamentali da conoscere per le diverse soluzioni di coabitazione.

  • unioni civili
  • coppie sposate
  • coppie di fatto
  • contratto di convivenza

Vi sono infatti molte formule che definiscono la scelta di due persone di stare insieme e vivere con il proprio partner per sempre o fino ai casi di separazione. Inoltre subentra l’interrogativo di capire:

  • cosa cambia se si è genitori
  • quali diritti ha il figlio nato fuori dal matrimonio
  • come vengono gestite pensioni di reversibilità e assegni di mantenimento

Con l’Avvocato Bortolotti troviamo risposta ai tanti quesiti che appartengono al diritto di famiglia, pro e contro da conoscere in un qualsiasi rapporto di coppia e sui quali spesso di depositano parecchi dubbi alla base della scelta se conviene sposarsi o andare a convivere.

Prima di proseguire con l’anima della puntata consiglio un video a chi cercasse di evitare la crisi di coppia in presenza di bambini piccoli.

 

Pro e contro, differenze fiscali e legali tra matrimonio e convivenza

Benefici del contratto matrimoniale

La prima domanda che gli ho rivolto è stata: “quale ragione esiste oggi per sposarsi, che differenza c’è con la convivenza?

  • obbligo di mantenimento del partner disagiato in caso di separazione
  • pensione di reversibilità
  • eredità e successione

Soltanto un coniuge erediterà sicuramente dall’altro, mentre i conviventi fra di loro non hanno questo tipo di rapporto. Un convivente non eredita nulla dal proprio partner salvo il caso in cui quest’ultimo abbia fatto testamento indicandolo come destinatario della sua quota disponibile.

I coniugi ereditano fra di loro, ma anche dal punto di vista fiscale hanno un vantaggio notevole. Nelle coppie sposate infatti la successione fino all’importo di un milione di valore è esentasse.  Fra conviventi può avvenire solo tramite successione testamentaria e il partner oggetto di testamento dovrà pagare un’imposta dell’otto per cento sull’eredità che andrà ad acquisire.

Parlando di fiscalità chiedo inoltre: “qual è la scelta migliore da fare a parte l’eredità che abbiamo già visto?”

Dipende, se sei sposato puoi avere il coniuge a carico se non dovesse lavorare e avere delle detrazioni fiscali, puoi anche scegliere chi detrae le spese mediche o gli interessi passivi del mutuo.

Se siamo sposati il coniuge che ne ricava maggior beneficio nella visione complessiva dello status familiare può detrarre gli interessi complessivi del mutuo anche se è cointestato, quindi sostanzialmente può scalare anche gli interessi dell’altra parte.

 

Vantaggi della convivenza

Se non sei sposato non hai diritto a queste “agevolazioni fiscali”, però puoi beneficiare di altri vantaggi se convivi.

Ci sono degli aspetti residuali che potrebbero far pensare al contrario, che il regime della convivenza o dell’unione civile sia preferibile dal punto di vista fiscale. Facciamo il caso del famoso modello isee che ha un meccanismo in virtù del quale i redditi dei conviventi non si cumulano.

Questa considerazione trascina delle conseguenze positive in tema di bonus bebè, graduatorie per l’asilo nido, esenzione dei ticket sanitari, mentre invece se si tratta di un regime familiare fondato sul matrimonio i redditi si cumulano e quindi si gode di esenzioni e agevolazioni in meno, bisognerebbe poi valutare caso per caso e i diversi comuni sul territorio.

In pochi lo sanno, ad esempio per l’assegnazione di una casa popolare un genitore da solo con dei figli a carico – quindi non sposato sostanzialmente – ha un vantaggio.

 

Agevolazioni per le unioni civili

E se invece del matrimonio valutassimo le unioni civili?

L’avvocato Bortolotti mi ha chiarito che dei punti in comune con la vita matrimoniale ci sono, ma ovviamente non tutti. Con le unioni civili hai il diritto/dovere della coabitazione e dell’assistenza reciproca. Puoi anche scegliere un regime di comunione dei beni, hai facoltà di prendere il cognome del partner, ti spetta la pensione di reversibilità.

Quindi vi sono parecchi elementi in condivisione, rimane escluso il discorso del mantenimento e dell’eredità.

 

Meglio sposarsi o convivere se si hanno figli?

Per tutelare i figli è meglio essere sposati?

Non esiste alcun tipo di differenza fra un regime o l’altro per quanto riguarda i figli, i diritti e le tutele dei bambini. Solo dal 2012 non c’è più alcuna distinzione tra figli naturali, figli legittimi e quant’altro.

E se per sciagura nostro figlio dovesse essere in ospedale e bisognoso di cure e uno dei due genitori fosse assente o in disaccordo, può avere delle conseguenze essere sposati o meno?

La risposta dell’Avvocato è stata: “no, assolutamente”. Gli effetti sarebbero identici in caso di matrimonio o convivenza.

Parlando di ospedale: “Se toccasse a me essere ricoverata, il mio compagno potrebbe starmi vicino anche non essendo sposati?” La risposta è sì dal 2016, quindi proprio dall’altro ieri.

Prima spettava soli ai parenti stretti e se non ti legava questo rapporto di parentela venivi allontanato senza ricevere aggiornamenti sullo stato di salute, ma ora le cose sono cambiate. Il partner esclusivamente convivente o unito di fatto con il proprio compagno/compagna ha tutto il diritto di presentarsi in ospedale.

 

Tutele e diritti fuori dall’Italia senza sposarsi

Se fossimo all’estero e si dovesse finire in ospedale il fatto di essere sposati può fare la differenza?

In quel caso si, va bene anche l’unione civile, ma l’importante è avere un “pezzo di carta”, un contratto, che testimoni il vincolo.

 

Se hai trovato interessante il contributo dell’Avvocato Bortolotti, ti suggerisco di vedere la puntata dedicata ai rischi legali da sapere in merito alla pubblicazione delle foto dei bambini sui social.

 

CONCLUSIONI

Una breve sintesi per portare alla luce gli aspetti salienti ricevuti dal contributo esperto dell’Avvocato.

Per quanto riguarda gli effetti sui figli la scelta di sposarsi o convivere non è rilevante, non cambia assolutamente nulla.

Alla coppia di adulti il matrimonio assicura: la pensione di reversibilità, un’eredità garantita e non tassata se sotto il milione di euro e infine il mantenimento della parte più debole nel momento della separazione, quando ci si lascia.

Dal punto di vista fiscale, invece, le situazioni si equiparano tutto sommato. Bisognerebbe vedere il caso specifico personale, il reddito dei due partner e onestamente fare proprio “due conti”.

Lasciami le tue domande, opinioni e dubbi nei commenti, io mi confronterò poi con l’Avvocato Bortolotti e ti darò risposta.

 

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Questa intervista è stata realizzata in collaborazione con MiMom.it

☀️ #allegralu

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Ciao Allegralu sta per nascere la mia bambina io e il mio compagno non siamo sposati e andremo a convivere, ma stiamo valutando le differenze con il matrimonio. nell’intervista l’avv. dice che nell’ISEE i redditi dei conviventi non si cumulano, mentre informandomi da un patronato mi hanno detto che per l’ISEE i redditi si cumulano non cambia se sposati o conviventi. Cambia per gli assegni. Potresti aiutarmi a capire questo aspetto? Grazie

    1. Ciao Serena, mi sono fatta aiutare dall’avvocato Bortolotti per darti una risposta precisa: a fini fiscali i redditi dei conviventi non si cumulano ed ognuno presenta il proprio Isee, ma in caso di figli, la circostanza determinante è il concorso di entrambi al sostentamento dei figli stessi, perché si presume, generalmente, che tutti i membri della famiglia abbiano la medesima residenza (ma è evidente che la stessa residenza può anche mancare, a seconda delle scelte di ognuno). Per cui in caso di figli e medesima residenza sicuramente i redditi si cumulano, ma non è corretto dire che i redditi dei conviventi si cumulano a prescindere. Spero ti siamo stati d’aiuto per chiarire questo aspetto ☀️!

  2. Grazie mille per la rapida risposta, importante per orientarsi in questo periodo pieno di domande. Complimenti tutto l’impegno che metti nel tuo spazio, che è utilissimo per i neo genitori 😀

    1. Ti ringrazio molto Serena per il tuo supporto, sono molto contenta di poter aiutare le mamme e i papà in questo “mestiere” indubbiamente complesso! A presto ☀️!

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