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Se stai pensando o devi traslocare e se incinta, leggi qui di seguito la storia di Sara, potrebbe essere di grande ispirazione.

Una gravidanza e un’attività da trasferire negli USA

Nel 2015 Sara e il marito vivevano in Toscana, Sara aveva appena fondato la sua azienda, mentre suo marito stava cercando nuovi stimoli per portare avanti il suo progetto di ricerca in biotecnologie che stava svolgendo in ambito universitario. Nel frattempo aspettavano anche un bambino.

Per trovare nuovi stimoli e gratificazioni, il marito di Sara, con il suo supporto, comincia a fare domande nei centri di ricerca europei e anche negli Stati Uniti, anche se quest’ultima opzione sembrava inarrivabile. Invece…

Arriva l’offerta di lavoro

Verso la fine del 2015, a secondo trimestre di gravidanza avanzato, arriva la proposta di lavoro proprio degli Stati Uniti. Sara ci racconta che, nonostante il suo pancione, hanno vissuto questa notizia come una grande opportunità di miglioramento, per se stessi e anche per la bambina che era in arrivo. Erano entrambi consapevoli che il loro futuro in Italia sarebbe stato molto precario, quindi hanno deciso, seppur con un po’ di timore, di affrontare questa avventura.

Il trasloco negli USA e la gravidanza quasi al termine

Dall’accettazione della proposta al trasferimento vero e proprio passa ancora un po’ di tempo. La gravidanza di Sara, ci spiega, intanto era arrivata quasi al termine, ma, per fortuna, in questi mesi prima della partenza si erano organizzati in modo dettagliato. Quindi, arrivati a Saint Louis, dopo la prima notte in albergo, per comodità, si sono subito trasferiti nella casa che avevano scelto dall’Italia.

Partorire negli USA

Sara ci spiega che se già partorire il primo figlio è emozionante e genera comunque una certa preoccupazione, farlo all’estero lo è ancora di più. Per fortuna non ci sono stati problemi, ad ogni modo si erano tutelati scegliendo un ottimo ospedale. Sara ci racconta anche che l’ostetrica che l’ha assistita durante il parto è rimasta loro nel cuore. Forse perché si sentivano un po’ soli, qualche tempo dopo l’hanno rintracciata e ora la considerano la “nonna americana” della loro bambina. In generale, comunque, Sara si è sentita al sicuro, con un’ottima assistenza. Bisogna però avere la copertura assicurativa, ci ricorda, perché lì la sanità è quasi totalmente privata.

Dopo il parto: la gestione della neonata e dell’attività in Italia

All’inizio, si sa, un neonato ti assorbe completamente, ma Sara ci spiega come il pensiero di un’altra neonata, la sua attività che aveva lasciato in Italia, l’abbia aiutata a non farsi assorbire completamente dalla bambina.Questo le è servito anche per non sentirsi mai davvero sola, anche se il marito era fuori tutto il giorno per lavoro. È anche vero, dice Sara, che il centro di ricerca dove lavora suo marito ha orari molto elastici, e, in caso di necessità, lui poteva garantirle la sua presenza. Infine Saint Louis, la città dove si sono trasferiti, è davvero a misura di famiglia, cosa che non le ha mai fatto rimpiangere la sua scelta.

La cosa che ha positivamente sorpreso Sara, poi, è stata la grande apertura e disponibilità degli americani che riescono ad accogliere e a far sentire a casa anche chi si è trasferito da un altro paese. E questo, di sicuro, ha contribuito a farla sentire meno sola.

Ma c’è sempre qualcosa che manca

Sara ci confessa che ogni tanto, però, sente la mancanza del contatto personale con i propri cari e familiari che stanno in Italia. Anche se, riflette, questo, probabilmente, succederebbe anche se vivesse semplicemente in un’altra città, pur nello stesso stato. Per fortuna la tecnologia ci viene in aiuto e ci dà tante possibilità per tenerci comunque in contatto.

L’organizzazione è fondamentale

In una situazione in cui c’è da prendersi cura di una bambina piccola e di un’azienda che sta crescendo e per di più lontano dagli aiuti familiari e amicali, ci confessa Sara che se non fosse stata organizzata fin nei minimi dettagli non ce l’avrebbe mai fatta. Dice anche che la sua bimba è sempre stata facile da gestire, così, appena aveva modo di riuscire a lavorare, Sara lo faceva, agevolata anche dal fatto che la sua azienda aveva ancora dei ritmi gestibili.

Ma non è tutto: ci racconta che ha avuto anche un altro bambino, nel frattempo. Col secondo figlio non è stato più così facile gestire tutto da sola e la prima bimba ha cominciato ad andare al nido.

Un’opportunità da non perdere

In realtà anche Sara ci confessa di aver temuto di non riuscire a concretizzare il suo progetto di business, soprattutto all’inizio, quando figlia e azienda avevano entrambe bisogno del suo impegno e della sua presenza costante. Alla fine, però, grazie anche al sostegno del marito, è riuscita a gestire tutto nel migliore dei modi. Proprio come all’inizio lo aveva supportato lei nella sua ricerca di gratificazione.

Sara ci lascia anche tre consigli per chi sta per vivere un’esperienza come la sua, cioè diventare mamma e allo stesso tempo avviare un’attività imprenditoriale, il tutto mentre si sta affrontando un trasferimento.

Sicuramente bisogna guardare oltre la paura del fallimento e cercare di vedere solo la positività della grande opportunità che si ha di cambiare qualcosa nella propria vita: perché ogni cambiamento è sempre qualcosa di positivo.

Importante, ribadisce Sara, è anche organizzarsi bene, nei dettagli. Informarsi sul luogo dove si andrà a vivere e, se si deve affrontare una gravidanza e un parto, anche accertarsi di che tipo di strutture, mediche e non, ci sono.

L’ultimo consiglio che ci lascia Sara è quello di essere sempre positivi, di vedere sempre il lato migliore di quello che ci sta accadendo.

Se anche tu stai per vivere un’esperienza simile a quella di Sara, raccontaci come ti stai preparando!

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☀️ #allegralu

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