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Cosa potremmo fare per crescere bambini sicuri di sé? Pensate a quanta ansia trasmettiamo ai nostri figli quando pronunciamo frasi come “Mi raccomando”,”Guarda dove metti i piedi!”,”Stai attento!”,”Non ti allontanare!”, “Scendi che ti fai male!”.

La nostra ansia non deve diventare la loro!

Come dicono anche gli esperti, queste frasi per mettere in guardia i nostri figli, anche piccoli, le diciamo per farci vedere attenti, soprattutto agli occhi degli altri, e sentirci, così, bravi genitori. Inoltre le replichiamo dall’esperienza da noi vissuta: quello che ci sentivamo dire noi dai nostri genitori, ora lo riproponiamo ai nostri figli, come una procedura consolidata. Infine, tutte queste raccomandazioni ci sembrano atti d’amore nei confronti dei nostri bambini, tant’è che le ripetiamo anche quando diventano grandi.

In realtà stiamo proiettando e sfogando la nostra ansia anziché gestirla consapevolmente e trasmettere loro sicurezza. Se ripensiamo a quando eravamo giovani, quante volte abbiamo rispettato e seguito gli avvertimenti dei nostri genitori? Se abbiamo messo in atto i comportamenti che ci indicavano è stato per nostro senso di responsabilità e non per il loro monito.

Un esperimento per dare sicurezza a mio figlio.

Per darmi una riprova dell’inutilità di stare sempre addosso ai nostri figli, ho deciso di non porre nessun divieto e non dare nessun avvertimento a mio figlio sull’uso della scala che nella nostra casa porta dalla sala alle camere da letto. Nonostante chiunque venisse in casa nostra ci avvertisse che la scala era pericolosa, noi abbiamo sempre lasciato andare il nostro bambino su e giù, come gli pareva. Ebbene, in sei mesi di saliscendi è caduto solo una volta, tra l’altro perché l’ho distratto io. Non si è fatto male e non si è nemmeno spaventato.

Le nostre eccessive premure non rendono i nostri bambini più sicuri di sé.

Infatti i moniti continui che diamo loro, non sono per metterli in guardia da degli effettivi pericoli, ma servono soprattutto a placare le nostre ansie. Non vi nascondo, infatti, che ogni volta che mio figlio saliva o scendeva le scale, soprattutto all’inizio, il mio cuore mi balzava in gola. E mi sono resa conto che:

  1. dovremmo parlare di meno e osservare di più per capire se davvero esiste un pericolo da cui proteggere nostro figlio;
  2. parliamo spesso per scaricare l’ansia che proviamo e non perché esista veramente la necessità di farlo;
  3. dovremmo distinguere meglio tra situazioni pericolose e prove di crescita in cui il bambino possa sperimentare e apprendere. Se le prime vanno ovviamente evitate le seconde vanno favorite. I nostri figli hanno bisogno di capire i loro limiti, di responsabilizzarsi, di credere in se stessi e nelle loro capacità di scelta per diventare sicuri di sé quando saranno grandi.

Abituiamoli alle difficoltà della vita.

Non possiamo tenere i nostri figli per tutta la vita lontano da problemi e difficoltà ma, come diceva Lena Sadler, medico e ostetrica di inizio ‘900, la fiducia è l’unica cura conosciuta contro la paura.

Voglio quindi cercare di evitare di trasmettere a mio figlio la mia ansia, che è un mio bagaglio ma crescerlo dandogli fiducia perché questa sarà per sempre il suo bagaglio. La sua sicurezza in sé, la sua autostima.

Tu cosa ne pensi? Sei un genitore apprensivo o riesci a lasciare che tuo figlio scopra i suoi limiti? Raccontalo nei commenti.

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☀️ #allegralu

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