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Se sei un genitore dipendente hai diritto al congedo parentale. Per questo ho deciso di informarmi e di raccontarti tutto quello che c’è da sapere sui permessi che puoi richiedere al datore di lavoro per dedicarti alla tua famiglia, sia che tu sia mamma o papà.
Questo approfondimento l’ho fatto insieme a Michela Calculli, esperta di fisco e famiglia.


Cos’è il congedo parentale?

Erroneamente, il congedo parentale viene identificato con la maternità facoltativa, ma in realtà riguarda entrambi i genitori. Si tratta di permessi che vengono retribuiti o al 30% dello stipendio o non sono per nulla retribuiti. Più avanti vedremo come.


A chi spetta e quanto dura?


Il congedo parentale spetta ai genitori dipendenti con bambini tra 0 e 12 anni, o con bambini adottati dal momento in cui questi sono entrati in famiglia e fino al compimento dei 18 anni. Questi permessi si possono richiedere fino a un periodo complessivo tra i due genitori non superiore ai 10 mesi.
Questi 10 mesi possono diventare 11 se il papà usufruisce del congedo per un periodo, continuativo o frazionato, di almeno tre mesi.
Come spiega Michela Calculli, di base è la mamma quella che ha diritto al congedo più lungo, che può arrivare fino a 6 mesi. Nel caso di rinuncia della fruizione del congedo parentale pieno da parte della mamma, il papà può vedere il periodo di congedo che gli spetta allungarsi fino a 7 mesi.
Ciò non toglie che mamma e papà possano prendersi dei periodi di congedo parentale nello stesso momento.
Ricapitolando, il congedo parentale spetta alla mamma lavoratrice dipendente, che può prendere, anche frazionati, fino a 6 mesi di permessi, da valutare in base a quanti permessi ha preso il padre.
Allo stesso modo, il papà lavoratore può prendere anche lui fino 6 mesi di congedo parentale, che, in determinate circostanze possono diventare 7. Sempre da calcolare in base ai permessi presi dalla madre.
Se c’è un solo genitore, ovvero se l’altro genitore è morto o gravemente infermo o se c’è un affidamento esclusivo, questo potrà usufruire direttamente di un periodo di congedo di massimo 10 mesi, indipendentemente che si tratti della mamma o del papà.
Nel caso di figli gemelli o di adozioni o affidi multipli, il tempo massimo del congedo fa riferimento ad ogni singolo figlio. Quindi, nel caso di due gemelli, mamma e papà avranno diritto a un congedo parentale che dura il doppio.


I genitori possono usufruire del congedo parentale anche contemporaneamente.


Entrambi i genitori possono chiedere il congedo contemporaneamente. In questo caso entrambi gli stipendi saranno al 30%, ma potrebbe essere un’opportunità che una famiglia, per un periodo limitato di tempo, può cogliere.
In più, quando la mamma è in maternità obbligatoria e il suo stipendio è pieno o all’80%, il papà può richiedere il congedo parentale dal giorno dopo il parto. Questo vale anche se la mamma non è lavoratrice, quindi non ha diritto alla maternità. Ciò significa, ad esempio, che per un mese entrambi i genitori possono rimanere a casa col neonato.
In Italia questa modalità non è molto diffusa, anche perché generalmente sono gli uomini quelli che hanno gli stipendi più alti e potrebbe non essere una scelta conveniente dal punto di vista economico. Resta comunque un’opzione da non scartare a priori.
L’agevolazione del congedo parentale cessa nel momento in cui dovesse cessare anche il rapporto di lavoro dipendente.


Chi non ha diritto al congedo parentale.

Ci sono, però, categorie di genitori a cui i permessi non spettano. Sono i genitori:

  • disoccupati o sospesi,
  • lavoratori domestici,
  • lavoratori a domicilio.

Non so bene perché ci sia questa differenza, ma ho fatto una riflessione personale e credo che dipenda principalmente dal fatto che disoccupati e lavoratori a domicilio possono prendersi cura dei figli anche senza prendere permessi. I lavoratori domestici, invece, prendendo permessi potrebbero mettere in difficoltà un’altra famiglia. Chissà se è questa la motivazione…
Comunque, “è coscì” come diciamo a Genova, cioè questo è e non possiamo fare altro che prenderne atto.


Come richiedere un permesso.


Ora che abbiamo chiarito chi ha diritto al congedo parentale, vediamo come fare a richiederlo e se dobbiamo usufruirne in un’unica soluzione o lo possiamo anche frazionare.
Michela Calculli ci spiega che i permessi si possono fruire a mesi, a settimane, a giorni e, addirittura, anche a ore.
Si possono dunque chiedere anche solo 2 ore, o mezza giornata in caso di necessità. Se si chiede qualche ora di permesso, però, non bisogna andare oltre le 4. In caso siano necessarie 5 o più ore, bisognerà chiedere la giornata intera.
È bene sapere anche che dal giugno 2015 è possibile chiedere solo una volta la trasformazione del proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a part time. In questo caso le ore non più lavorate non vengono perse, ma sono comunque retribuite al 30%, in quanto si vanno a scalare le ore del congedo parentale. Questa informazione ritengo possa essere utile da prendere in considerazione anche confrontandosi col proprio datore di lavoro.


Quando il congedo parentale viene retribuito al 30%?


Quando i bambini hanno tra 0 e 6 anni, i genitori che richiedono un congedo parentale hanno diritto ad un indennizzo del 30% della loro retribuzione media giornaliera. Questo per un periodo massimo, complessivo tra i due genitori, di 6 mesi.
Dai 6 anni e un giorno agli 8 anni del bambino, si ha diritto ad un indennizzo del 30% solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione. Il calcolo non è semplice, quindi ti consiglio di fare una verifica degli importi col tuo datore di lavoro o con un CAF.
Dagli 8 anni e un giorno fino ai 12 anni di età del bambino è sempre possibile richiedere i permessi del congedo parentale, ma questi non verranno retribuiti in alcun modo.
Ti ricordo che in caso di adozione o di affido, si parte sempre a contare non dalla nascita, bensì dall’ingresso in famiglia del bimbo.

Ultime considerazioni importanti.

Per prima cosa, ricordati che il congedo parentale non si può sommare a nessun altro permesso per i genitori, come, ad esempio, i riposi per l’allattamento.
Però il congedo parentale è utilizzabile per l’assistenza a familiari con gravi handicap. Quindi per tutti i casi particolari ti consiglio di consultare sempre dei professionisti come, ad esempio, i CAF.
Seconda informazione importante: se vogliamo usufruire di un congedo parentale, quando dobbiamo richiederlo? È fondamentale fare domanda prima dell’inizio del periodo di congedo. Se si dovesse richiedere dopo averlo iniziato, verrà pagato solo il periodo successivo alla richiesta. Ad ogni modo l’indennizzo dei permessi per congedo parentale è anticipato dal datore di lavoro che poi si rivarrà sull’INPS.
Infine, la domanda si può presentare o direttamente sul sito dell’INPS, oppure con l’aiuto di una CAF o di un patronato che deve erogare questo servizio gratuitamente.

Ti ho raccontato più o meno tutto quello che c’è da sapere sul congedo parentale, ma se hai ulteriori domande o se vuoi aggiungere altri dettagli utili, non esitare a lasciare un commento

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☀️ #allegralu

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